Cristina Nadotti , la Repubblica 8/5/2007, pagina 39., 8 maggio 2007
Nelle città italiane si sono stabilite parecchie colonie di pappagalli. Per esempio il parrocchetto dal collare (Psittacula krameri), verde con il caratteristico collare arancione e nero e le zampe grigie, vive stabilmente a Genova, Roma, Napoli, Lecce, Catania, Palermo e Siracusa
Nelle città italiane si sono stabilite parecchie colonie di pappagalli. Per esempio il parrocchetto dal collare (Psittacula krameri), verde con il caratteristico collare arancione e nero e le zampe grigie, vive stabilmente a Genova, Roma, Napoli, Lecce, Catania, Palermo e Siracusa. Il parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus), di colore verde brillante con parte della testa e del petto bianchi, sta quasi ovunque: Pavia, Bergamo, Pastrengo e Verona, Udine, Trieste, Genova, Modena, Roma e litorale romano, Molfetta e Catania. Poi c’è l’Amazone fronte blu (Amazona aestiva) che ha fatto di Genova la sua zona di elezione, ma è stata vista anche in alcuni parchi urbani di Milano. Scappati dalle gabbiette dei loro proprietari, i pappagalli si sono adattati bene alla vita di città e insidiano spazi vitali e cibo degli uccelli autoctoni, come i passeri, già piuttosto rari. Anche a Londra hanno lo stesso problema: lì stanno pensando all’abbattimento dei parrocchetti (forse discendenti da uno stormo fuggito dal set del film La regina d’Africa con Humphrey Bogart e Katherine Hepburn nel 1951) che si erano stabiliti nei Royal Botanical Gardens, da dove però gli uccelletti locali li hanno cacciati via. Secondo Alessandro Andreotti, esperto della conservazione e gestione della fauna selvatica, la diffusione dei pappagalli in Europa è pericolosa anche perché diffondo malattie pericolose per l’uomo, come la psittacosi.