La Repubblica 08/05/2007, pag.24 Vittorio Zucconi, 8 maggio 2007
L´ultimo enigma di Bill un cruciverba firmato Clinton. La Repubblica 8 maggio 2007. Washington. Il "puzzle" Clinton, l´enigma che da due decenni affascina ed esaspera l´America, potrà finalmente essere risolto con una matita
L´ultimo enigma di Bill un cruciverba firmato Clinton. La Repubblica 8 maggio 2007. Washington. Il "puzzle" Clinton, l´enigma che da due decenni affascina ed esaspera l´America, potrà finalmente essere risolto con una matita. L´uomo che salvò la propria Presidenza giocando con le parole e con il loro significato, diventa, come forse era naturale che divenisse, un cruciverba, che il New York Times propone questa settimana ai lettori. Ha composto personalmente il suo primo crossword puzzle, le sue prime parole crociate con l´aiuto dell´enigmista capo e cruciverbista principe del giornale di New York, Wil Shortz, che l´ha assistito nell´ordinare le lettere e la griglia. Ma le definizioni sono tutte sue, di Bill, e offrono uno sguardo nel mistero della sua mente e della sua personalità attraverso quel labirinto di caselle, come spiare i misteri di una mente dalla grata di un convento. Il cruciverba settimanale del New York Times, venerabile e venerata istituzione domenicale che esce ininterrottamente dal 1942 e agitò i servizi segreti americani quando nel 1944 cominciarono ad apparire parole come "Utah" e "Omaha", le spiagge in codice dello sbarco in Normandia, è uno dei santuari dei cruciverbisti. Il direttore ha dovuto rassicurare i sacerdoti del genere spiegando che averlo affidato a un novizio come Clinton avrebbe un po´ modificato le formule tradizionali e i meccanismi classici per la soluzione e lo prendessero dunque come un gioco. Ma per chi è interessato più al "puzzle" Clinton che al completamenti della griglia, le scelte delle definizioni offrono indizi maliziosi e divertenti. Vengono a galla i suoi gusti musicali datati e cari alla sua generazione di baby boomers, dei figli della guerra e del dopoguerra oggi sessantenni come lui. Abbondano le allusioni ai successi di Carly Simon, di Johnny Nash, di Otis Redding, di Crosby, Stills & Nash, di Judy Collins, di Ray Charles, o di musical come "Show Boat", pezzi, autori e spettacoli che soltanto gli appassionati di quel cruciverba del New York Times, non proprio teen agers, potranno ricordare. La sua insanabile voglia di politica, ora parzialmente soddisfatta dalla moglie Hillary, e la sua dichiarata faziosità democratica, affiorano nella scelta forse inconscia di località geografiche, come Odessa, 121 orizzontale, «importante città ucraina e del Texas», che è il luogo nel quale si radicò l´odiato clan Bush e crebbe il piccolo George. Al 116 verticale, l´ex presidente ci chiede quale sia il "party", che in inglese è "partito" e anche "festa", al quale non parteciperà mai, ed è il Gop, il partito repubblicano. Per un uomo che costruì la propria leggendaria difesa dalla incriminazione per molestie sessuali sul significato del verbo essere, quando gli fu chiesto se «c´è una relazione sessuale fra lei e la signorina Lewinsky» («dipende dal significato del verbo essere usato al presente indicativo» rispose lui) volteggiare tra la parole è un talento naturale, affinato dagli studi di giurisprudenza e da una vita in politica, ma anche l´acrobata più agile ha un punto debole e quello di Bill "Bubba" Clinton sono le donne. Ed ecco che la zampetta di Freud graffia maliziosamente tante delle sue definizioni, 24 verticale, "la stanza segreta dell´Harem", 100 verticale, "Quelle ragazze francesi", 91 orizzontale, 20 orizzontale "I nomi delle ragazze del sud", quelle che lui prediligeva come governatore del sudista Arkansas fino a farsi incriminare per avere insidiate troppe, 56 verticale "La pronta risposta dello sposo novello", e un misterioso 91 orizzontale "Qualcosa dove si entra prima di uscirne" che sarà meglio lasciare inesplorato. Ci può essere dunque, nelle 116 parole scelte da Clinton per il suo primo cruciverba, il filo per penetrare nel labirinto della sua complessa personalità di uomo intelligentissimo capace di compiere azioni stupidissime? La chiave per decrittare il puzzle di una vita che potrebbe, fra un anno e mezzo, riportarlo sul luogo dei delitti e dei trionfi, alla Casa Bianca, aggrappato ai calzoni della moglie? O di nuovo lui si prende gioco di chi legge e di chi cerca di capirlo? Forse è soltanto la necessità di cercare lettere giuste al posto giusto, che lo spinge, fra tante allusioni all´amore e alla politica, a mettere al primo posto della sua grata, 1 orizzontale, la parola "Pope", cioè il Papa, lui che neppure cattolico è, ma poi tra il Bubba giocoso, il Bubba lazzaroncello, il Bubba con la fissazione delle donne sotto quei capelli ormai tutti bianchi, torna il Bubba sentimentale e tenerone. Onora il nome della sua cantante preferita, Judy Collins, che intonò per la prima festa di insediamento alla Casa Bianca, nel 1993, la sua canzone preferita, "Chelsea Morning", con le liriche di Joni Miitchell, amata al punto da avere scelto proprio quel nome, Chelsea, per l´unica figlia. Grazie al New York Times e al suo arruolamento come "cruciverbista" ora possiamo giocare un poco con la mente di Bill "Bubba" Clinton, e psicologici, psicolinguisti, crittografi avranno da divertirsi. In attesa che tra qualche anno, continuando la serie dei puzzle affidati a celebrità, anche a George Bush venga chiesto di comporre un cruciverba di tre o quattro parole. Vittorio Zucconi