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 2007  maggio 06 Domenica calendario

MICHELA TAMBURRINO

Dietro uno dei pupazzetti calamitati che adornano il frigorifero di casa, la cantante Lil’ Kim, il 18 settembre del 2005, aveva lasciato un appunto vergato su foglietto giallo: «Pubblicare un album». Il giorno dopo sarebbe finita in prigione per spergiuro. «Naked Truth», appunto l’album, si giovò moltissimo dell’effetto amplificatore di quella vicenda giudiziaria per la quale la cantante doveva scontare la pena di un anno e un giorno di reclusione. Ecco come sono le cattive ragazze, la fanno grossa ma non se ne adontano più di tanto, nessuna di loro dovrà mai rinunciare al superfluo, sono belle, giovani, ricche e maledettamente fortunate.
Come Naomi Campbell che ne ha fatte più di Carlo in Francia. Violenta e collerica, per aver picchiato cameriere e segretarie fu condannata a fare lavori socialmente utili, pulire in terra. Risultato? I jeans che indossava per strofinare i pavimenti china a terra ora valgono milioni, la pubblicità è stata enorme e lei ha guadagnato e non perduto in soldi e appeal. La stessa sorte è toccata a un’altra bellissima, Winona Ryder. L’attrice fu accusata di cleptomania perché aveva fatto sparire abiti griffati Marc Jacobs in quantità dal grande magazzino di lusso Sacks Fifth Avenue a Beverly Hills. Lo stilista si sentì talmente lusingato dalla preferenza truffaldina da volere proprio la Ryder come testimonial di un’iniziativa benefica: vestita solo di un cartello dal messaggio molto esplicito e addirittura in uno spot che rimanda al suo «vizietto» predatorio.
Sembrava invece appartenere a tutt’altra categoria, Martha Stewart, di origini polacche, conosciuta nel mondo televisivo e dei magazine per i suoi programmi di cucina, giardinaggio, bon ton. Nel 2002 la sua vita fu scossa da uno scandalo di carattere finanziario. L’accusa fu di illecito. Pare avesse venduto delle azioni di una casa farmaceutica alcuni giorni prima che la licenza per un nuovo farmaco fosse negata. Fu accusata di aver mentito agli investigatori e condannata al carcere nel 2004. Da lì cominciò un declino inarrestabile degno della penna di Tom Wolfe: la sua azienda fu citata in giudizio, i suoi programmi, cancellati. Ma anche la Stewart, dopo la condanna, ha ritrovato il suo status di magnate mediatico grazie a iniziative, finanziate dal produttore Mark Burnett.
Come intermezzo ricorderemmo anche la smutandata Britney Spears, prima di passare alla serie drogate e alcoliste. Per esempio, la top Model Kate Moss, fotografata in flagrante mentre sniffava con il suo compagno Pete Doherty. Dopo i primi licenziamenti di facciata, la sua carriera si è rinvigorita. Ricoverata per alcolismo invece lo fu Lindsay Lohan, la stellina party girl più famosa per le imprese notturne che per l’affidabilità sui set. Paris e le altre, belle, viziate e vergognosamente fortunate.

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