F.Sar. Corriere della Sera 6/5/2007, 6 maggio 2007
ROMA – «Devo riferire che la mamma di una delle due bambine risultate positive al test dei capelli, fa uso di Lexotan, farmaco che contiene benzodiazepine, la sostanza rilevata dalle analisi»
ROMA – «Devo riferire che la mamma di una delle due bambine risultate positive al test dei capelli, fa uso di Lexotan, farmaco che contiene benzodiazepine, la sostanza rilevata dalle analisi». il 6 marzo scorso. Il pm titolare dell’inchiesta sulla scuola di Rignano Flaminio interroga la dottoressa Marcella Battisti Fraschetti, la psicologa che ha esaminato i minori e confermato gli abusi. Quell’esame clinico è una delle prove contro gli indagati perché secondo l’accusa conferma le dichiarazioni dei bimbi che avevano raccontato di «camomilla, medicine e punture in testa». E viene contestato in particolare alla maestra Patrizia Del Meglio che, come si sottolinea nell’ordinanza di arresto, «assume un farmaco che contiene benzodiazepine». Adesso si scopre invece che il medicinale era anche nella casa della bambina e pure su questo punteranno i difensori delle persone arrestate per dimostrare che il test non può essere ritenuto un elemento a carico. Argomento forte degli avvocati Franco Coppi, Francesco Borgogno, Giosuè Bruno Naso e Ippolita Naso, di fronte al tribunale del Riesame, sarà «il condizionamento subito dai bambini, che sono stati suggestionati e indotti a raccontare falsità». Per tentare di dimostrarlo mostreranno i Dvd girati dai genitori e utilizzeranno la trascrizione dei colloqui con la psicologa. Il 18 gennaio scorso la dottoressa Battisti Fraschetti esamina uno dei bimbi e afferma: «Fammi vedere questo giochino che stiamo filmando e facciamo un documento e poi lo portiamo al giudice che ti fa stare bene e aiuta tutti i tuoi amici». Leggendo le carte depositate dall’accusa emerge che Kelum Weramuni Da Silva, il benzinaio cingalese arrestato con l’accusa di aver partecipato alle violenze, era stato ospitato per un periodo a casa di una delle famiglie che poi ha presentato denuncia. «Recentemente – ha raccontato nel febbraio scorso la mamma di un bambino – da un vecchio conoscente di famiglia, tale Ludovico che gestisce la pompa di benzina a Rignano, mi era stato chiesto di affittare un locale all’interno della mia abitazione a un suo dipendente che lui aveva regolarmente assunto. Io l’ho fatto. Un giorno, a dicembre mentre ero sola in casa con mio figlio, lui è entrato con la scusa di darmi dei dolci e quando mi sono allontanata per preparare il pranzo ho visto che scattava foto a mio figlio con il cellulare. Mi sono arrabbiata ma lui mi ha detto che le aveva cancellate. Dopo l’ho mandato via». In quel periodo Da Silva era già stato denunciato da altri genitori.