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 2007  maggio 05 Sabato calendario

Scott Gordon

• (Gordon Werschkull) Portland (Stati Uniti) 3 agosto 1926, Baltimora (Stati Uniti) 30 aprile 2007. Attore. «[...] il primo Tarzan a colori e in cinemascope, uno che ha aperto le fauci a tigri feroci, urlato nella giungla e divelto tonnellate di sbarre [...] Sperperata allegramente la fortuna accumulata tra il ”55 e il ”65, passando dalle piscine dei vip alla giungla americana dell’eroe di Rice Burroughs e poi alla Hollywood sul Tevere del mitologico ”sandalone” di Maciste [...] recitò con registi come Corbucci e Freda e un parco attrici come la giovane Vanoni, Moira Orfei, Chelo Alonso, mentre Steve Reeves fu il suo partner in Romolo e Remo nel ”61, incontro di super muscoli e super fusti. Di origine austriaca come Weissmuller, l’altro famoso Tarzan, Gordon Scott [...] entrò giovanissimo in palestra. Quando fu assunto bagnino a Las Vegas, come in un film di Presley, era alto 1.91, si arrampicava sugli alberi in un baleno con bicipiti di ferro, pesava 98 chili e la circonferenza del petto era 1.23, come la Mansfield. Non stupisce che sia stato, su 200 pretendenti, scelto come l’11° e nuovo Tarzan dell’avventurosa serie, al posto di Lex Barker. E nella giungla incontrò la prima delle sue quattro mogli, Vera Miles, da cui divorziò dopo quattro anni. Nel ”55 Tarzan nella giungla proibita ebbe incassi record, come Tarzan e il safari perduto: era la prima volta che l’eroe seminudo, il signore delle scimmie si vedeva a colori, su grande schermo e in ambienti reali e non ricostruiti. Curioso: nel ”59, nel Terrore corre sul fiume di Guillermin, Sean Connery e Anthony Quayle sono i cattivi che Scott-Tarzan sconfigge. Quando finisce la pacchia – dal nipote di Burroughs apprezzata assai – Scott, un ex marine semplicione e senza complessi, viene catapultato a Cinecittà dove c’è la dolce vita e il filone degli eroi mitologici è al top, rivaleggiando con i documentari sexy. Ecco una ventina di titoli interscambiabili in cui Scott rivaleggia con Steve Reeves e non si fa mancare nulla: è a suo agio da Maciste (anche contro il vampiro), poi Remo, Giulio Cesare, Golia, Nippur, Muzio Scevola, Zorro e Coriolano, perfino Buffalo Bill, finendo anche nelle parodie di serie, i primi western spaghetti. Rispedito in patria, il cinema non trova spazio per il muscoloso eroe che aveva salvato tante donzelle sul Tevere. ”Fare l’attore – diceva l’interessato – è una cosa meravigliosa, si vive e si viaggia sempre in prima classe”. Inflacciditi i muscoli, spesi i guadagni del cinema con le feste e le molte donne della sua vita, solo i fans agguerriti lo festeggiavano nei club di provincia, ma il passo dall’ospizio sarebbe stato breve se non fossero intervenuti gli amici, specie negli ultimi tempi in cui il cuore aveva iniziato a far capricci» (Maurizio Porro, ”Corriere della Sera” 4/5/2007).