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 2007  maggio 05 Sabato calendario

Sartori Luigi

• Roana (Vicenza) 1 gennaio 1924, Padova 2 maggio 2007. Teologo. «[…]con una tesi di dottorato, nel 1952, su ”Blondel ed il cristianesimo” […] presidente per lunghi anni dell’Associazione teologica italiana, studioso del Concilio Vaticano II, così appassionato da diventarne uno dei più vivaci divulgatori, Sartori s’è fatto apprezzare anche per la sua sensibilità verso l’ecumenismo. Con una suggestione del tutto particolare: la prospettiva dell’unità dei cristiani nella diversità. ”La suggerisce - ripeteva con ostinazione – l’enciclica Ut unum sint. Dopo Giovanni Paolo II che ha spalancato tutte le porte, adesso il Papa teologo Benedetto XVI - era la sua convinzione - ha la possibilità di far entrare un serio dialogo dottrinale”. Ebbe modo, peraltro, di conoscere Joseph Ratzinger nel 1975, approfondendone la stima l’anno successivo, nel corso di due incontri, proprio a Roana, tra teologi del Triveneto e tedeschi. Sacerdote nel 1946, dopo gli studi a Roma Sartori rientra in diocesi per insegnare filosofia e teologia in Seminario. Il vescovo Girolamo Bartolomeo Bortignon, nel 1954, fa di lui il ”ponte” tra la Chiesa diocesana ed il complesso mondo universitario di Padova, per ricreare un dialogo. Nasce così la rivista Studia Patavina. Più recentemente, su un’altra rivista Credere oggi, che pure ha visto il suo contributo, rifletterà preoccupato: ”Oggi, nella crisi delle ideologie, chi rimane in piedi? La risposta è che oggi domina la scienza. Con il dominio della scienza, diventata un idolo, si è creato un indifferentismo nei confronti dei problemi teologici e filosofici. Non che manchino filosofi, anzi, fanno anche divulgazione sui giornali. Ma è certo che la grande filosofia non è più considerata centrale e nemmeno importante. La metafisica si è eclissata”. Convinto che non bisogna avere paura che la teologia si occupi di temi scientifici, negli ultimi anni Sartori si è dedicato perfino alla ricerca astrofisica. Tanto da essere invitato all’Osservatorio di Padova a parlare di escatologia. Due le sessioni del Vaticano II a cui ha partecipato come ”perito” della Conferenza episcopale italiana. Matura, in quell’esperienza, la convinzione che la teologia dev’essere sempre più attenta alla pastorale. Tanto da ribadire, anche recentemente, che la Provvidenza ci allena a diventare sempre più una ”Chiesa estroversa”, che può agire e incidere su tutto il mondo, soprattutto se interviene nei problemi di giustizia, pace e solidarietà umana. E che il primato va dato senz’altro ai problemi morali che interpellano la coscienza a livello mondiale. Sartori alternerà le cattedre di Padova (era tra l’altro docente emerito di Teologia dogmatica presso la Facoltà teologica del Triveneto) con quelle della Facoltà teologica interregionale dell’Italia settentrionale a Milano. Presidente dal 1969 dell’Ati, l’Associazione teologica italiana, s’impegnerà successivamente con sempre maggiore vigore nell’ecumenismo, fino ad essere membro per 16 anni di ”Fede e costituzione” presso il Consiglio ecumenico delle Chiese, di cui peraltro la Chiesa cattolica non fa parte. Un impegno, quello per l’unità dei cristiani, che lo vedrà dal 1967 al 1995 consulente teologico, per la parte cattolica, del Sae (Segretariato attività ecumeniche) alle cui sessioni estive ha partecipato innumerevoli volte. Estremamente robusta anche la sua attività saggistica, che ha spaziato in vari ambiti (sul rapporto fede e cultura, in tema di evangelizzazione, ecumenismo, ecclesiologia, e poi la riflessione sul magistero, sul pluralismo teologico e culturale nella chiesa, la cristologia, il mistero di Dio e dell’uomo). Ma Sartori si è occupato pure del catechismo, contribuendo in particolare alla prima stesura dei testi nazionali, soprattutto al catechismo degli adulti Signore, da chi andremo? Tanto vasta è stata la sua cultura, quanto singolare si è manifestata la sua capacità di relazione: con tutti, anche con i non credenti» (Francesco Dal Mas, ”Avvenire” 3/5/2007).