L.Gr., la Repubblica 4/5/2007, 4 maggio 2007
ROMA - Quella tradizionale, padre-madre-figlio-figlia, riuniti a tavola per la prima colazione è ormai una famiglia che esiste solo nella pubblicità delle fette biscottate
ROMA - Quella tradizionale, padre-madre-figlio-figlia, riuniti a tavola per la prima colazione è ormai una famiglia che esiste solo nella pubblicità delle fette biscottate. La realtà è ben diversa e lo dimostra un´indagine elaborata dalla Commissione Affari sociali della Camera. Scattando la foto alla famiglia italiana di oggi, infatti, il Parlamento ha scoperto che sempre più spesso- sotto allo stesso tetto - vivono coppie senza figli e single con bambini, conviventi con prole mista ereditata dai precedenti matrimoni e genitori anziani con ragazzi che non vogliono o non possono andarsene. Tutti insieme appassionatamente per sbarcare un lunario che - nel 50 per cento dei casi - mette a disposizione un reddito totale non superiore ai 1.800 euro al mese. Le nuove forme famigliari, ovvero tutto ciò che esce dal modello «coniugi con figli», nel 1995 erano 3 milioni e 500 mila, dieci anni dopo - nel 2005 - sono lievitate a 5 milioni e 200 mila (il 23 per cento del totale). Ci si sposa sempre più tardi e negli ultimi 15 anni le coppie con figli sono diminuite di un milione: il gruppo - fa notare la Commissione - da una parte si contrae, dall´altro invecchia causando «grandi squilibri fra le generazioni». Le italiane giurano che vorrebbero fare più figli, ma il tasso di natalità ora in lieve aumento (dall´1,22 all´1,31 per cento) è un regalo che arriva dalle donne immigrate (che in media hanno 2,6 figli). Perché nascono pochi bambini? I motivi sono molteplici, ma di certo la causa economica ha un peso notevole, visto che - secondo dati Istat del 2004 - la metà delle famiglie italiane deve cavarsela con un reddito che non supera i 1.800 euro al mese. E un figlio costa: il mantenimento di un bimbo con meno di sei anni aumenta le spese della coppia del 19,4 per cento in media. Considerando che, per vivere insieme, due adulti spendono circa 1.300 euro, la scelta di avere un bambino incide sul budget di 252 euro mese (se il figlio ha da zero a 5 anni), 212 (dai 6 ai 14) e 233 euro (per un ragazzo fra i 15 e i 18 anni). Quanto al sostegno va detto che solo il 30 per cento dei comuni italiani ospita un asilo nido, che il 77 per cento del lavoro famigliare è svolto dalla donne e che i congedi parentali per paternità sono infinitamente rari. Il fatto poi che il tasso di occupazione femminile sia molto basso (45 per cento contro la media europea del 60)non aiuta paradossalmente ad accrescere il nucleo, visto che - spiega la Commissione «la contraddizione tra lavoro e figli è stata in qualche modo ribaltata: è proprio perché lavorano che le donne hanno una situazione più favorevole per avere figli». Due stipendi, insomma, aiutano. Che fare allora per invertire la tendenza e far sì che la famiglia, che tutti dicono di voler proteggere, possa davvero resistere? Il lavoro della Commissione qualche suggerimento lo dà: agire con politiche di sostegno fiscale e ridurre il lavoro precario, per esempio. L´Italia, in fondo, è il paese che - in Europa - meno spende per la famiglia: il 4,4 per cento della spesa sociale prevista in Finanziaria. La media degli altri paesi è dell´8,5. (l.gr.)