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 2007  aprile 30 Lunedì calendario

Le seduzioni-trappola del gioco. Il Sole 24 Ore 30 aprile 2007. La chiamano "Fallacia di Montecarlo"

Le seduzioni-trappola del gioco. Il Sole 24 Ore 30 aprile 2007. La chiamano "Fallacia di Montecarlo". Per gli scommettitori incalliti è una sensazione familiare e seducente: la folle rincorsa al numero ritardatario, convinti che la vittoria sia a portata di mano. Che si è vicini a centrare il risultato. Perché se lanci i dadi con più forza magari salta fuori il numero alto che sognavi. O perché se estraggono il 72 e tu hai scommesso sul 71, allora hai "quasi vinto". E sarebbe assurdo smettere di giocare proprio ora. Così, tra un meccanismo illusorio e un altro, il gioco ti seduce. E, da innocuo passatempo, rischia di diventare per alcuni una malattia che stravolge la vita e il lavoro. Perché per 700mila persone, rivela l’Eurispes, videopoker, slot machine, scommesse e lotterie sono un’attrazione fatale. Capaci di generare una vera e propria dipendenza, come l’alcol e le droghe. Sono questi i giocatori patologici, le vittime del gambling. Uomini di mezza età, generalmente sposati, sedotti soprattutto da videopoker e slot machine (51%), ma anche da corse dei cavalli (21%) e Lotto (17%). La dipendenza esordisce lentamente senza che il giocatore se ne accorga. E la sua evoluzione segue tappe precise. «Nella prima fase - spiega Alfio Lucchini, presidente della Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze (Federserd) - il soggetto vince a più riprese e acquisisce un alto concetto di sé come giocatore, convinto che le vincite possano ripresentarsi». Segue una fase di perdite, scandita però da un aumento della frequenza di gioco. E dal deterioramento della situazione lavorativa e dei rapporti familiari. Perché, per recuperare nuove risorse da reinvestire nel gioco, il soggetto è pronto a contrarre debiti e a dilapidare i risparmi. «Nell’ultima fase, "della disperazione" - aggiunge Lucchini - il giocatore diventa frenetico e dominato dal panico. triste e irrequieto. Si sente impotente e spesso coltiva anche intenti suicidi». Dalla dipendenza da gioco ad altri problemi il passo è comunque breve. Il 47% dei malati d’azzardo abusa di alcol e altre sostanze. Ma alta è anche la probabilità di sviluppare disturbi della personalità, depressione e deficit di attenzione. «Le vittime del gioco - osserva Mauro Croce, presidente dell’Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio (Alea) - assumono spesso dei farmaci per poter giocare o per malesseri legati al ritmo imposto dal gioco e non rari sono sintomi quali insonnia e disordini intestinali». E, come tutte le dipendenze, anche i giocatori soffrono di astinenza, con dolori addominali, tremori, mal di testa e sudori freddi. Diversi studi, poi, mostrano che i giocatori patologici oltrepassano spesso il confine della legalità: contraffazione di assegni, piccoli furti, appropriazioni indebite. E sono pronti a tutto pur di raggranellare il denaro per una nuova puntata, anche a ricorrere all’usura. Tuttavia, sottolinea Croce, «i giocatori caduti nella rete della criminalità organizzata difficilmente chiedono l’intervento dell’autorità giudiziaria. Non solo per via del rischio di intimidazione da parte degli usurai. Ma anche per il delicato e ambivalente rapporto che si crea con l’usuraio, che "offre" il denaro per giocare». Guai però a considerare il gioco patologico un problema degli adulti. Perché la Siipac, la Società italiana di intervento sulle patologie compulsive, lancia un allarme importante: la dipendenza da gioco si diffonde anche tra gli adolescenti. Lo rivela un sondaggio condotto su 2.798 studenti romani, tra i 13 e i 21 anni. Perché, se è vero che l’84,9% degli intervistati non manifesta alcun disturbo, un 9,7% è a rischio dipendenza. E il 5,1% è già entrato nella spirale del gioco patologico. Tanto da spendere, nel 10,4% dei casi, più di 100 euro al giorno per finanziare la dipendenza. Anzi il 34,7% dei giovani giocatori patologici confessa di chiedere denaro solo per inseguire l’agognata vincita. Celestina Dominelli