Il Sole 24 Ore 30/04/2007, pag.4 Ma. Ra., 30 aprile 2007
Italia quarta per numero di funzionari. Il Sole 24 Ore 30 aprile 2007. I dipendenti italiani sono tra i più numerosi nel sistema Onu
Italia quarta per numero di funzionari. Il Sole 24 Ore 30 aprile 2007. I dipendenti italiani sono tra i più numerosi nel sistema Onu. Quelli con contratti di durata di almeno un anno - gli unici per i quali le Nazioni Unite diffondono cifre ufficiali - nel 2005 erano 2.307. Una rappresentanza superata solo da Usa (4.165), Francia (4.104) e Gran Bretagna (2.414). I nostri connazionali sono sparsi per il mondo praticamente in tutte le agenzie, ma la pattuglia di gran lunga più numerosa si trova all’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao). Ci lavorano in 763, ma ciò non deve stupire: dal 1951 il suo quartier generale si trova a Roma ed è logico che molti dipendenti di livello amministrativo, cioè quelli al gradino più basso di carriera tra quelli previsti all’Onu, di norma reclutati sul posto, siano italiani. Tanti sono impiegati anche al Programma alimentare mondiale (Wfp) e al segretariato Onu e nei suoi uffici (315 in entrambi i casi). All’Organizzazione per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco), al Centro internazionale per la formazione (Icat), all’Organizzazione mondiale della sanità (Who) e al Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad) se ne trovano tra 105 e 154. La presenza degli italiani è più qualificata rispetto alla media degli altri Paesi. A lavorare con incarichi per i quali è richiesta almeno la laurea sono in 1.030, il 44,6% del totale, contro il 40,9% del sistema Onu nel suo complesso. Inoltre, va considerato che questa percentuale è abbassata dal fatto che la Fao, trovandosi in Italia, impiega ben 600 nostri connazionali nei servizi generali e amministrativi. Indipendentemente dalla nazionalità di provenienza, nel nostro Paese l’Onu ha 3.866 dipendenti, di cui 1.891 con qualifiche di alto livello. Anche da questo punto di vista la parte del leone spetta alla Fao, che impiega in Italia 2.164 persone. Seguono Wfp (775), Ifad (373), Icat (191) e Unesco (140). Circa 3.400 dipendenti sono a Roma, 217 a Torino, 140 a Trieste e 56 a Brindisi. Non superano la ventina quelli dislocati a Venezia, Firenze, Mazara del Vallo e Termoli. Chi ricopre incarichi di alto livello nel nostro Paese è pagato secondo tabelle salariali quasi identiche in ogni ufficio nazionale del sistema Onu. Diverso è il discorso per chi è impiegato come amministrativo. Secondo gli ultimi dati pubblicati nella sezione del sito Internet delle Nazioni Unite dedicata alle retribuzioni, nella capitale il salario lordo annuo va da un minimo di 34.575 euro (27.203 la retribuzione netta) a un massimo di 98.895 euro (oltre 72mila netti). A queste cifre occorre aggiungere eventuali indennità per coniuge o figli a carico e per la conoscenza delle lingue straniere. Così come occorre farlo con i salari previsti per gli amministrativi impiegati a Brindisi. Nella città pugliese i compensi sono notevolmente più bassi: si parte da 22.930 euro lordi annui e si può salire fino a 56.193 euro, anche in questo caso lordi. Sul fronte fiscal-diplomatico, un problema legato agli stipendi agita i rapporti con Washington. La vicenda non riguarda l’Onu, ma i dipendenti locali di missioni, consolati e ambasciate con residenza permanente o cittadinanza negli Usa. La questione è aperta con diversi Paesi. L’Internal revenue service americano sostiene che questi lavoratori presentano dichiarazioni dei redditi irregolari e ha offerto una sorta di condono, da accettare entro il 30 giugno, che prevede il pagamento d’imposte arretrate fino al 2004 e il trasferimento del loro carico fiscale negli Usa. Ma. Ra.