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 2007  aprile 29 Domenica calendario

Giustizia, 147mila prescrizioni nel 2006. Il Sole 24 Ore 29 aprile 2007. Roma. Il tempo non perdona

Giustizia, 147mila prescrizioni nel 2006. Il Sole 24 Ore 29 aprile 2007. Roma. Il tempo non perdona. E fa pagare alla Giustizia prezzi altissimi: nel 2006, quasi 150mila procedimenti se ne sono andati in fumo a causa della prescrizione. La macchina giudiziaria non ce l’ha fatta ad arrivare a una sentenza definitiva prima della scadenza del termine stabilito dalla legge per dichiarare «estinto» il reato. Il tempo è inclemente con la Giustizia, soprattutto se ha come alleati la disorganizzazione degli uffici giudiziari, l’eccessivo carico di processi, la carenza di giudici, tatticismi difensivi dilatori, nonché leggi che riducono i termini di prescrizione come l’ormai nota legge ex Cirielli. Le statistiche sono spietate. Nel 2006, sono stati fulminati dalla prescrizione 8.834 procedimenti nelle Corti d’appello, 25.531 nei Tribunali, 112.859 nella fase delle indagini preliminari, 306 davanti ai giudici di pace. In totale, 147.530. Meno che nel 2005, funestato da 174.803 prescrizioni; e ancor meno del 2004, quando hanno toccato la punta massima di 210.898. Ma il dato del 2006 - fanno notare al ministero della Giustizia - è «sottostimato» perché alcuni uffici hanno trasmesso informazioni incomplete. Dunque, il quadro non sembra destinato a cambiare in modo sensibile. I dati affluiti alla Direzione di statistica di via Arenula sono ancora in corso di elaborazione. Ma già consentono di affermare che, senza interventi sul fronte legislativo, dell’organizzazione e del l’uso delle garanzie, la prescrizione continuerà ad essere il grande buco nero della Giustizia. ancora presto per valutare l’impatto della legge ex Cirielli. Le norme entrate in vigore alla fine del 2005 sono una bomba ad orologeria che ha cominciato a ticchettare, ma non è ancora esplosa. In ogni caso, al ministero spiegano che gli effetti si vedranno, più che sul piano quantitativo, su quello qualitativo, perché i termini di prescrizione si sono allungati per i reati meno gravi, come le contravvenzioni, ma si sono ridotti per i reati puniti con il carcere da 5 a 10 anni, come corruzione giudiziaria, concussione, peculato, reati economici. Con la legge ex Cirielli, l’«esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone», punito con un anno di carcere, si prescrive in 6 anni come la corruzione, punita fino a 5 anni di reclusione. Con la ex Cirielli sono già a rischio-prescrizione processi come quello per il crack Parmalat, di cui si sta celebrando da quasi un anno, a Parma, l’udienza preliminare. Una contraddizione che il Governo intende correggere con il Disegno di legge sullo snellimento del processo penale, all’esame della Camera. A scorrere le tabelle ministeriali, si scopre che a Roma, in Corte d’appello, si sono prescritti 1.163 reati; 902 a Brescia; 565 a Venezia; 528 a Bologna. La capitale detiene il record di prescrizioni anche in Tribunale: 5.447 le sentenze che hanno dichiarato estinto il reato, su un totale di 43.644 sentenze (il 12,48%). A Bologna sono state 1.971 su 24.774 (7,96%), a Catanzaro 1.755 su 8.438 (20,80%), a Salerno 1.435 su 7.159 (20,04%). Al Tribunale di Milano la percentuale delle prescrizioni è tra le più basse, con il 2,43% (697 sentenze su 28.689); a Trento e Bolzano è, rispettivamente, dell’1,26 e 1,70%. Nella fase delle indagini preliminari, il maggior numero di prescrizioni si è consumato a Napoli: su 83.297 decreti di archiviazione di procedimenti contro persone note, 23.396 sono stati per prescrizione (28,09%). A Bologna 14.566 su 43.212 (33,71%); a Torino 12.312 su 37.022 (33,26%), a Salerno 4.102 su 13.944 (29,42%). L’alto numero di prescrizioni nella fase delle indagini si spiega con il fatto che, nel nostro sistema, i termini cominciano a decorrere da quando il reato è stato commesso, non da quando viene scoperto. Il periodo tra l’uno e l’altro momento brucia così una parte della prescrizione. Che, però, costringe la Giustizia a "perdonare" anche quando la responsabilità è già stata accertata con una sentenza. Come avverrà con il processo Sme in cui è imputato Cesare Previti per corruzione giudiziaria: azzerato dalla Cassazione per «incompetenza territoriale» della magistratura milanese, che lo aveva condannato in primo e secondo grado, è ora in fase di indagini a Perugia, dove entro l’anno sarà chiuso per intervenuta prescrizione. Il tempo non perdona. La Giustizia sì. Donatella Stasio