4 maggio 2007
Ennio Greco, di anni 74, ex falegname in pensione che usciva la mattina per le piccole commissioni alla posta, in farmacia, al negozio di alimentari sotto casa, e sua moglie Maria Reda di 72, offesa da un ictus, da anni costretta a letto gran parte della giornata, al massimo una boccata d’aria sul terrazzino nelle giornate di sole e l’appuntamento col parrucchiere
Ennio Greco, di anni 74, ex falegname in pensione che usciva la mattina per le piccole commissioni alla posta, in farmacia, al negozio di alimentari sotto casa, e sua moglie Maria Reda di 72, offesa da un ictus, da anni costretta a letto gran parte della giornata, al massimo una boccata d’aria sul terrazzino nelle giornate di sole e l’appuntamento col parrucchiere. I due vivevano da soli a Mendicino però li aiutava la badante Veronica di anni 34, separata dal connazionale Giani Bedreaga, 34 anni pure lui. Costui, ancora innamorato dell’ex moglie, in passato aveva lavorato in casa del Greco che però, giudicandolo «irriguardoso», ben presto l’aveva cacciato via. Da allora il Bedreaga lo odiava, anche perché s’era convinto che il vecchio si fosse invaghito di Veronica e pure che fosse stato lui a convincerla a lasciarlo e a mettersi con un altro. Martedì primo maggio la badante non si presentò al lavoro, il Greco arrabbiatissimo le telefonò comunicandole che era stata licenziata, lo stesso giorno il Bedreaga rubò da un nascondiglio a lui noto la chiave della casa del falegname, nel cuore della notte entrò senza far rumore, impugnò una delle due asce con cui il Greco era solito tagliar la legna del camino, in punta dei piedi si diresse nella camera dei coniugi che dormivano, vide le due teste che sbucavano dal piumino, per prima volle spaccare quella del Greco e subito dopo quella della Reda, con una forza tale che l’ascia le restò piantata nel cranio. Il primo a vedere i cadaveri, il padre a pancia in su, la madre su un fianco, gli occhi rivolti verso la porta della stanza da letto, fu il figlio Paolo, 40 anni, imbianchino, entrato in casa dei genitori con le doppie chiavi perché da troppe ore non riusciva a parlarci per telefono. Nottata di domenica primo maggio in un appartamento nel centro storico di Medicino, Cosenza.