Alberto Arbasino, la Repubblica 4/5/2007 (vedi Frammento n.135363), 4 maggio 2007
Nella stessa rivista, Jenny Diski commenta con qualche perplessità un album della celebre fotografa Annie Leibovitz che riunisce immagini superpagate e patinate di ricchi e famosi divi e sportivi con quelle della sua amica Susan Sontag moribonda e poi morta di cancro, quindi in stato di incoscienza
Nella stessa rivista, Jenny Diski commenta con qualche perplessità un album della celebre fotografa Annie Leibovitz che riunisce immagini superpagate e patinate di ricchi e famosi divi e sportivi con quelle della sua amica Susan Sontag moribonda e poi morta di cancro, quindi in stato di incoscienza. A noi viene ovviamente in mente il caso di Pio XII, fotografato agonizzante e deceduto proprio dal suo archiatra pontificio. Ma proprio la Sontag, all´inizio del suo famoso saggio Sulla fotografia, scriveva: «Negli ultimi tempi, la fotografia è diventata una forma di divertimento diffusa quasi quanto il sesso e il ballo, il che significa che, come quasi tutte le forme d´arte di massa, non è esercitata dai più come arte. E´ soprattutto un rito sociale, una difesa dall´angoscia e uno strumento di potere». (E le famigliuole?).