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 2007  maggio 04 Venerdì calendario

FRANCO CORDERO

Che la pena capitale sia pessimo affare, l´aveva notato Beccaria, §§ XXVIIs.: non previene i delitti, semmai li moltiplica; e offre al pubblico l´esempio d´un atto pari all´incriminato, anzi più repellente quando la «morte legale» sia inflitta «con istudio e formalità»; in lingua freudiana, qui delitto e pena soddisfano la stessa pulsione. Ovvio, ma dopo 243 anni gli Usa praticano iniezioni letali e dei negromanti rimpiangono vecchi riti (visite nel confortatorio, processione al patibolo, l´anima che vola). In materia l´Italia liberale vanta titoli d´autentico onore: era l´ultima venuta, povera, ignorante, superstiziosa, ma sotto la guida d´una piccola élite abolisce le condanne a morte, 1889, mentre l´Europa ricca, istruita, moderna, adopera forche e ghigliottina; quarantun anni dopo, il codice fascista torna al Guignol; era nel suo stile. Dunque, sindrome del patibolo. Studiamola cominciando dall´angoscia paranoide. Lutero vi sprofonda negli opuscoli contro i contadini rivoltosi (anno 1525): appartiene alla loro razza; gl´ispirano simpatia; hanno mille ragioni contro nessuna; detesta cavalieri predoni e prìncipi; è in rotta con l´Imperatore, ma i ribelli rovesciano autorità istituite da Dio (Epistola ai Romani, 13.4), perciò vanno sterminati. Il tutto dalla premessa che il mondo sia peccato, miseria, sangue, stupidità, inganno, delusione, fatica, menzogna, invidia, gusto del male, morte, con qualche lampo euforico spesso falso; credevi d´essere salito al cielo e ricadi subito. Vige un ordine abietto ma ogni scarto causa sventure: costa meno dolore stare immobili; essendo infestata dal diavolo la terra, i patiboli fondano una relativa stabilità. Ogni rivolta segnala convulsioni infernali: Dio castiga i popoli sommovendo cloache sociali; sfrena dei manigoldi, poi li «impicca, arrota, decapita, pugnala». Fa schifo questa giustizia lunatica dalle mani sporche, però sostiene il pianeta: meglio che sbagli in eccesso; appena diradi i colpi, infiacchita dagli scrupoli, scoppiano manie sovversive.
Idee fosche, lasciano segni anche nei meglio nati come Benedict Carpzov (1595-1666), la cui Practica nova Saxonica rerum criminalium, 1635, illustra lo scibile penale: coltissimo, ragionatore, mite, sotto qualche aspetto anticipa i tempi, l´opposto del romano Farinaccio, chiassoso, ribaldo, confusionario; insomma, segna un punto alto della cultura giuridica europea ma ha letto 53 volte la Bibbia, trovando testi chiari a proposito della giustizia sanguinaria. Ad esempio, in tema d´eresia i luterani rifuggono dalla repressione violenta, purché l´eretico non offenda «manifestis verbis Deum Patrem, Filium et Spiritum sanctum»: Michele Serveto negava addirittura la Trinità; e siccome opinioni simili infestano «coelum ac terram», giustamente Calvino l´ha arso vivo; succede anche nell´ordinamento sassone. Sentiamolo sulla stregoneria: vero che l´asserito incantesimo spesso sia sogno o farnetichio malinconico, frequente nelle vecchie, o atto velleitario; ma costoro hanno patti col diavolo, almeno sottintesi, il quale delitto «longe atrocius est homicidio, adulterio, furto». L´ha comandato Dio a Mosè: ammazzateli tutti (Esodo, 22.18; Levitico, 20. 27); e rinnegando l´abituale propensione umanitaria, il luminare lipsiense considera carne da rogo anche l´incantatore innocuo. L´aurea Practica esce durante la guerra dei Trent´anni: anni spaventosi; regnano miseria, paura, angoscia, ferocia; i miasmi dell´Es compongono una materia pericolosa; trascritta sulla carta duecentesca del mondo da mani domenicane in chiavi pseudo-aristoteliche, forniva lavoro ai tribunali; il riflusso coincide con l´affievolimento dei postulati teologali, squagliati da visioni scientifiche dei fenomeni, psiche umana inclusa.
Saltiamo un secolo. Pierre-François Muyart de Vouglans ha poco da spartire con Benedict Carpzov: è un trombone parolaio; rimane sgomento quando Sua Maestà, ultimo nell´Europa evoluta, abolisce la tortura istruttoria, 1780; blatera d´avere confutato Beccaria; «dimostra» legalmente le verità confessionali nei Motifs de ma foi en Jésus Christ, ecc.; infine, nelle Loix naturelles de France dans leur ordre naturel canta gli aspetti perversi del sistema. Vigono ancora cinque supplizi: lo squartamento a quattro cavalli «c´est, sans contredit», il più fastoso; seguono rogo, ruota, forca, decapitazione; la scelta dipende da nomen delicti e classe sociale; i nobili hanno diritto al taglio della testa. Ma vediamo come punire i discorsi blasfemi. Esiste un precedente, «monument mémorable». L´imputato è l´imberbe François Lefèbvre, cavaliere de La Barre. Abbeville, 13 agosto 1765: a 30 passi dal Santissimo in processione, non s´inginocchia; tiene il cappello in testa; canta canzoni empie; gli scovano in casa libri infernali, Dictionnaire philosophique portatif e altrettali. Gesta orrende, le espia martedì 1 luglio 1766: sulla porta della cattedrale recita l´amende honorable tenendo una torcia gialla, in ginocchio, piedi nudi, corda al collo e due cartelli col racconto del delitto; il boia gli taglia la lingua; ne erano venuti cinque dalla capitale; poi la carretta va al palco eretto nel mercato; è nobile, quindi schiva il rogo; testa e corpo finiscono nel fuoco col Dictionnaire philosophique. Condanna belluina: l´hanno emessa i siniscalchi d´Abbeville; in secondo grado il Parlamento la conferma con 15 voti contro 10, sebbene il pubblico ministero avesse chiesto l´annullamento, 4 giugno 1766. Voltaire scrive sul caso un pamphlet pseudonimo.
Mancano nove anni alla rivoluzione quando Muyart de Vouglans celebra «pietà e zelo» dei boeufs-tigres (epiteto voltairiano). Passano tre assemblee, il Direttorio, viene Napoleone. Dal 1803 l´emissario sabaudo in Russia è Joseph de Maistre, autore delle Serate pietroburghesi o Colloqui sul governo temporale della Provvidenza: noble de robe ossia borghese nobilitato dall´ufficio; nel capoluogo savoiardo accompagnava i morituri al patibolo, Penitente Nero; era dignitario massone; coltiva ancora «scienze occulte trascendenti»; teosofo, visionario, papista, eloquentissimo profeta della controrivoluzione in forme così allucinate da alienarsi persino i parrucconi sabaudi. Nella prima Soirée declama l´elogio del boia, figura metafisica: Dio gli affida l´ordine universale; tale missione implica uno status fuori dell´umano; tolto lui, gli Stati crollano. Indi descrive l´arrotamento senza lesinare i particolari stomachevoli.. Dipinto nei paramenti ancien régime, ha un viso scolpito, posa ieratica, lo sguardo freddo d´uno che discerne l´occulto. Inutile dire quanto piaccia ai moderni cultori della romanticheria nera. Baudelaire, pensatore stralunato, se l´era scelto come maître à penser, donde una sintassi macabra: ad esempio, che sia sacrilega l´anestesia del ghigliottinato; dev´essere cosciente, altrimenti va perso l´effetto spirituale. Questioni simili identificano i partiti, ragione laica contro dogmatismi e fumo mistico.