Ottavia Giustetti, la Repubblica 4/5/2007, 4 maggio 2007
TORINO
La malattia gravissima, un tipo di febbre emorragica virale mai vista prima in Italia, l´ha contratta durante un viaggio in Nepal con un amico veterinario per studiare alcuni insetti tra cui zecche e acari. Il virus è probabilmente quello cosiddetto di Congo-Crimea e può essere trasmesso all´uomo tramite la puntura di zecche infettate da animali domestici e selvatici, roditori, uccelli, bestiame di vario genere. Questo virus è diffuso in Asia e Africa, ma ci sono stati casi anche in Europa dell´Est e nei Balcani. L´uomo, 58 anni, è ora ricoverato in condizioni gravissime a Roma all´istituto Spallanzani, l´unico centro in Italia attrezzato per gestire casi ad altissimo rischio di contagio. stato trasportato ieri, da Torino, con un aereo dell´Aeronautica militare in condizioni di isolamento di massima sicurezza secondo le procedure previste dal ministero della Salute. La febbre emorragica, simile alle più note Ebola e febbre gialla, è considerata una malattia epidemica molto grave e non è mai stata riscontrata prima di oggi nel nostro Paese. Adesso si teme anche per le sorti della moglie e per i sei compagni di viaggio, due torinesi e quattro francesi, venuti a contatto con il ricercatore nei giorni scorsi. Alla donna, medico, è stato sconsigliato di seguire il marito a Roma e di restare invece in isolamento per il periodo di incubazione della malattia.
L´allerta è scattata martedì scorso quando, di ritorno da un viaggio in Nepal, l´informatico torinese ha cominciato ad avvertire i primi segnali di malessere ed è andato in ospedale. I sintomi potevano somigliare inizialmente ad una banale influenza ma la moglie, preoccupata dalla febbre persistente, ha deciso di far visitare comunque il marito nell´unico ospedale specializzato nella cura delle malattie infettive, l´Amedeo di Savoia. Durante il viaggio in Nepal dal quale era da poco tornato, infatti, l´uomo aveva collaborato con un amico veterinario allo studio su alcune zecche e si sospetta che proprio attraverso la puntura di uno di questi insetti sia avvenuto il contagio del virus. «Quando lo abbiamo ricoverato per i primi accertamenti l´uomo stava in apparenza discretamente - racconta il professor Giovanni Di Perri, direttore della clinica Malattie infettive di Torino - ma già dai primi esami sono emerse le condizioni gravissime in cui versava». L´uomo presentava sofferenza epatica sistemica e segni di citolisi (distruzione delle cellule) su molti tessuti corporei, sintomi inequivocabili della febbre emorragica. Nel giro di poche ore la situazione clinica dell´uomo è precipitata mentre l´équipe medica metteva in atto le misure di isolamento e attivava la procedura di trasferimento allo Spallanzani con una speciale barella di cui l´Aeronautica militare si è dotata da un paio d´anni per il trasporto di pazienti con patologie infettive. Il C130, partito da Torino Caselle, è poi atterrato a Pratica di Mare, dove un´ambulanza dell´Unità speciale di bioprotezione ha trasferito il paziente allo Spallanzani. In attesa di una conferma della diagnosi, gli esperti rassicurano su eventuali timori di contagio affermando che non vi è pericolo di una facile diffusione uomo-uomo perché l´infezione si può trasmettere solo con scambio diretto di sangue e di liquidi organici.