Michele Serra, la Repubblica 4/5/2007, 4 maggio 2007
Come Jennifer Lopez quando abbandonò il set di "Dallas", l´avvocato Taormina è uscito dal cast di Cogne con il piglio inconfondibile della grande diva
Come Jennifer Lopez quando abbandonò il set di "Dallas", l´avvocato Taormina è uscito dal cast di Cogne con il piglio inconfondibile della grande diva. Con una differenza: che mentre la Lopez aveva altro da fare, Taormina è rimasto nei pressi, "continuando a svolgere indagini" come confida al "Corriere della sera" in una sontuosa intervista. Nella quale conferma di sapere da tempo chi è il vero assassino, ma di non volerlo dire "perché Annamaria Franzoni non se lo merita": un vero uomo di legge. Avrebbe anche potuto aggiungere "me l´ha detto l´uccellino", o "non parlo perché ho giurato fedeltà ai plutoniani", e l´intervista non avrebbe perso né guadagnato alcunché: era già perfetta così. Peccato che l´avvocato Taormina, evidentemente per modestia, non abbia voluto aggiungere che negli ultimi mesi, oltre a continuare le indagini in splendida autonomia, ha anche celebrato da solo, in un residence di Quincinetto, l´intero processo, facendo tutte le parti (il giudice, il piemme, l´avvocato, l´imputato, il testimone, il perito e l´usciere), cambiando d´abito in cinque secondi come Brachetti, e infine emettendo la sentenza. La proprietaria della pensione gli ha solo chiesto di non battere troppo forte il martelletto da giudice sul comodino, perché disturbava i vicini di stanza.