Carlo Bonini, la Repubblica 4/5/2007, 4 maggio 2007
ROMA - Con il deposito e la "discovery" ai collegi di difesa di tre faldoni di atti istruttori, la storia nera della materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio si apre ad un nuovo capitolo che si annuncia doloroso e terribile come quelli che lo hanno preceduto
ROMA - Con il deposito e la "discovery" ai collegi di difesa di tre faldoni di atti istruttori, la storia nera della materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio si apre ad un nuovo capitolo che si annuncia doloroso e terribile come quelli che lo hanno preceduto. La perizia psichiatrica di oltre duemila fogli sui sei bimbi che si vogliono ripetutamente abusati, firmata dal consulente del pm Marcella Fraschetti Battisti, rovista non solo nelle emozioni, nei traumi e nell´inconscio ancora tenero di bambini tra i tre e i cinque anni, ma anche in quello dei loro genitori, che dei figli sono stati la voce. E sono pagine molto difficili. Che promettono per quelle famiglie altri orribili giorni e uno scrutinio pubblico e giudiziario che si farà sempre più invasivo quanto più si avvicinerà il giorno di un processo, in un contraddittorio tra accusa e difesa che si annuncia feroce. Il gip Elvira Tamburelli, nell´ordinare l´arresto di quattro donne e due uomini per pedofilia, aveva esaurito la questione del contesto familiare dei bimbi abusati con un tratto di penna. «Questi bambini - scriveva - presentano una sindrome post-traumatica da abuso e molestia sessuale, non influenzata dalla situazione relazionale, familiare e sociale, del tutto normale». La dottoressa Marcella Fraschetti Battisti (che le carte documentano essere stata scelta dai carabinieri e non dal pm e aver avuto accesso alla scuola materna e alle abitazioni delle indagate nel luglio 2006, subito dopo aver ricevuto l´incarico, e a perizia sui bambini ancora in fase embrionale), pur approdando a un´identica conclusione, appare assai più prudente e articolata sulla "normalità" del contesto familiare. Scrive nelle conclusioni della sua perizia: «L´influenza della situazione relazionale familiare e sociale sul quadro psicologico dei minori non si pone come abuso o violenza sessuale, pur nella presenza di problematiche sociali e familiari relative ai componenti la coppia genitoriale dei bambini». «Problematiche familiari», dunque. Declinata nella descrizione dettagliata dei profili psicologici delle sei coppie di genitori che hanno raccolto (e in tre casi filmato) le testimonianze e i disturbi dei loro bambini, la perifrasi della Fraschetti Brachetti si aggroviglia. Suona improvvisamente meno rassicurante. Scrive di una delle madri (di cui, per ovvie ragioni, si omette il nome e ogni altro dettaglio che possa renderla riconoscibile): «Problematiche sembrano poter essere ravvisate nel vissuto della sessualità, che appare inibito e inconsciamente legato ad una rappresentazione di sé distante dal ruolo sociale e familiare realmente ricoperto. Dal punto di vista affettivo, è presente un funzionamento ambivalente, oscillante tra momenti di reattività e di distacco. L´indice di impulsività ci indica un livello di pulsionalità eccessivo (...) Il nucleo dell´Io, infine, sembrerebbe caratterizzarsi in senso istericoforme, vista l´eccessiva attenzione prestata all´altro e la pronunciata tendenza all´assunzione di stili relazionali di tipo dipendente, con mancanza di integrazione della componente sessuale». Osserva sul conto del marito: «Ha un funzionamento cognitivo (...) tendenzialmente dispersivo ed ipereccitabile, con deficit di contatto con la realtà. La coartazione delle componenti elaborative del pensiero delineano una conformazione dell´Io di tipo narcisistico (...) I processi identificativi sono carenti e il vissuto della sessualità appare problematico (...) La sfera affettiva appare caratterizzata da chiusura e inibizione emotiva, alta pulsionalità, basso autocontrollo. L´elevato livello di impulsività e il basso livello difensivo (...) rendono probabile il verificarsi di atti di acting-out (...) L´orientamento dell´Io è sbilanciato in senso teorico-astratto, per cui il soggetto possiede una grossa spinta a portare avanti progetti privi di concretezza, con possibile attivazione di meccanismi oppositivi, soprattutto rispetto a figure rappresentanti l´autorità». Ci sono almeno altri due padri, che presentano un quadro psicologico complesso. Il primo «evidenzia funzioni cognitive tendenzialmente chiare e precise, che tuttavia subiscono flessioni rispetto alla lucidità, in presenza di situazioni emotivamente coinvolgenti». «I suoi processi ideativi sono pressoché automatici ed elementari, compulsivi e non elaborativi, con problemi di contatto con l´esame di realtà. Sono possibili involuzioni inibitorie del pensiero. La sfera affettiva presenta oscillazioni tra la chiusura e la reattività, mentre l´elevata pulsionalità può determinare episodi di scarica esterna dell´energia accumulata». Nella storia del secondo padre, c´è un´infanzia di «violenza in famiglia». Oggi, da uomo adulto, secondo la Fraschetti «vive il piano di realtà con una visione pessimistica, aggressiva, minacciosa, come il "male" che è pronto ad attaccarti alle spalle e contro il quale non puoi fare nulla perché non lo vedi o non si fa vedere». «Il suo vedere al microscopio, anche le cose più terribili e nefande, gli dà l´opportunità di elaborare il lutto affettivo originario (...) La storia della sua famiglia lo ha portato a vivere l´autorità come persecutoria, come maschera sociale attraverso cui si possono perpetrare le più grosse nefandezze». Con la percezione della realtà lotta anche una seconda madre. «Il suo approccio è privo delle componenti analitiche e pratiche del pensiero, nonché degli aspetti connessi alla critica e al giudizio. La carenza della dimensione critica rende la signora vulnerabile al mondo esterno in quanto, non avendo la capacità di valutare gli aspetti delle situazioni non immediatamente apparenti, rischia di accogliere in modo acritico tutto ciò che proviene dall´ambiente». Sin qui la Fraschetti. Se ha visto giusto, le ferite di queste donne e di questi uomini verranno riaperte. Presto. Già il 9 maggio, giorno del riesame. Quando le difese aggrediranno padri e madri all´origine della storia nera della "Olga Rovere".