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 2007  maggio 04 Venerdì calendario

MILANO – I

cartelli della droga colombiani hanno lanciato il safari africano. Per inviare la polvere in Europa hanno creato una serie di avamposti sulle coste dell’Africa occidentale. In particolare nella povera Guinea Bissau i padrini del narcotraffico hanno costituito una nuova Tortuga celando la loro attività dietro normali imprese commerciali. A più riprese avrebbero cercato di acquistare piccole isole al fine di trasformarle in basi operative.
La cocaina arriva in nave nei paesi africani (oltre alla Guinea, il Senegal e la Nigeria), viene presa in custodia da uomini dei cartelli, quindi affidata a bande di corrieri locali. I nigeriani sono i «cavalli» preferiti. Un network collaudato, che si appoggia spesso sulle donne. Ai messaggeri viene affidata una quota di coca: in qualche caso si arriva anche a carichi di 30 chilogrammi. Per le quantità inferiori i corrieri ingeriscono gli ovuli pieni di droga e si imbarcano su un aereo diretto verso l’Europa. Le porte di ingresso sono Amsterdam, gli scali spagnoli, Milano-Malpensa e Roma-Fiumicino.
La pericolosità della rotta africana è confermata dall’unità antidroga del Gico di Milano (Guardia di Finanza): «Con un chilo di cocaina possono arrivare a guadagnare dai 20 ai 30 mila euro». Un bottino reso possibile dal fatto che la polvere viene «tagliata» e dunque rende tre-quattro volte il suo valore effettivo. In Italia la distribuzione si allarga poi ad alte componenti africane così come al crimine organizzato (’ndrangheta).
I colombiani puntano molto sull’Europa perché il mercato è ricco. Un chilo di coca vale di meno negli Usa: «solo» 18-20 mila euro. Per raggiungere le città americane, i narcos usano cargo che si dirigono sia sulle coste del Pacifico che verso la Florida. Un canale alternativo - e in crescita - è quello del cosiddetto trampolino. Motoscafi veloci e piccoli aerei usano il Venezuela, la Guyana, il Suriname, il Messico e Haiti come punti di passaggio intermedi. Il re dei cieli è il Beechcraft, un bimotore con buone capacità di carico e adatto a missioni clandestine.
I trafficanti spesso osano. In dicembre all’aeroporto di Amsterdam sono stati bloccati 34 «turisti» appena giunti dal Marocco: ognuno di lavoro aveva ingerito gli ovuli o aveva nascosto la coca nel bagaglio. Un vero Coca Express