Elsa Vinci, la Repubblica 4/5/2007, 4 maggio 2007
ELSA VINCI
ROMA - Nell´ultimo anno e mezzo il gruppo Coppola ha ottenuto finianziamenti da alcune banche «ben oltre il tetto previsto da Bankitalia». Perché? La procura di Roma è andata a rovistare in casa e negli uffici dei banchieri "amici" dell´immobiliarista, in carcere dal primo marzo scorso per un crac da 130 milioni. Perquisizioni e sequestri, dunque, per Massimo Faenza, ad di Banca Italease, per Pietro D´Aguì, ad di Banca Intermobiliare (che da un mese ha rimesso il mandato nelle mani del cda) e per Massimo Bianconi, direttore generale della Banca delle Marche ed ex dg di Unicredit Private Banking, che tra il 2003 il 2004 ha fortemente "sostenuto" Danilo Coppola. Perquisito anche un suo collaboratore, Santo Fichera, capo dell´area Lazio di Unicredit. C´è un sospetto di complicità con il protagonista dell´inchiesta: infatti i pm contestano ai manager l´associazione a delinquere finalizzata all´appropriazione indebita e l´ostacolo alla vigilanza di Bankitalia.
Ieri le perquisizioni sono state 21 in società e banche, tra cui la sede torinese della Bim e quella milanese di Italease. I magistrati vogliono sapere se i banchieri in cambio dei finanziamenti abbiano ricevuto favori o denaro (Bianconi pare abbia ricevuto un appartamento da 4 miliardi di vecchie lire vicino piazza Navona a Roma) o se ci fosse una convenienza degli istituti di credito. Documenti sono stati acquisiti anche alla Mercantile Leasing, che ha fatto contratti con Coppola per alcuni immobili e per i suoi due yacht. Ma dalla verifica contabile non sarebbe emersa alcuna ipotesi di reato. Altri provvedimenti sono stati eseguiti a Cuneo, a Napoli e in provincia di Potenza.
I sequestri voluti da Giuseppe Cascini, Rodolfo Sabelli e Lucia Lotti, sono stati ordinati dal gip Maurizio Caivano. Salgono a quota venti gli indagati dell´inchiesta, che si divarica in due filoni. Primo, le banche che hanno prestato a Coppola soldi a fiumi per l´acquisto di Ipi (ottobre 2005) e per altri affari successivi. Secondo, le origini di Coppola, cioè i primi affari immobiliari tra 1999 e il 2001 realizzati grazie a prestiti da privati, da personaggi che gravitavano nel quartiere Centocelle e nell´area di riferimento del boss Enrico Nicoletti, considerato dai magistrati il cassiere della banda della Magliana. E´ il caso di 10 miliardi di vecchie lire ricevuti da tal Mancini per un affare mai concluso, o degli aiuti da Umberto Morzilli, collegato alla banda della Magliana, che ha avuto perquisiti casa, ufficio e uno yacht ormeggiato a Nettuno. Tra i perquisiti anche Roberto Repaci, noto come il commercialista del clan Piromalli, ma entrato in questa indagine come amministratore di due società riconducibili all´immobiliarista romano. Sequestrati oltre a documenti i suoi computer. Il nucleo valutario e il gruppo di Frascati del tributario di Roma hanno prelevato carte a valanghe dagli uffici dei dirigenti bancari. «Con Coppola solo rapporti di lavoro», ha dichiarato Faenza. Italease è esposta con il gruppo Coppola per 66,1 milioni, e avrebbe fatto molti contratti di leasing con società lussemburghesi che per i pm sono riconducibili all´immobiliarista. Il gip ricorda una recente intercettazione in cui Coppola invitava la moglie, Silvia Necci, a contattare Faenza per dirgli di non rientrare dei finanziamenti Italease, altrimenti sarebbe successo «il finimondo!». In seguito alle perquisizioni, ieri Banca Italease è stata sospesa per eccesso di ribasso, dopo aver perso il 15% ha poi chiuso in calo del 6,54%. Mentre Banca Intermobiliare ha perso lo 0,66 %. Secondo i pm, i finanziamenti concessi da Bim a Silvia Necci (tra cui uno da 100 milioni) erano in realtà diretti al marito. La perquisizione nell´ufficio di Massimo Bianconi (Banca delle Marche), è stata invece personale, non riguarda cioè l´istituto di credito. Già da Unicredit Bianconi aveva cominciato a finanziare Coppola, dopo la rottura con Stefano Ricucci, anche lui "creato" dal banchiere.
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