Libero 03/05/2007, pag.29 V. Bra, 3 maggio 2007
Pino Campagna. Libero 3 maggio 2007. Neanche adesso lo considerano proprio uno di loro. Loro stanno su Marte, lui atterra allo Zelig con il nuovo show "Non solo Ultras" (da domani al 6 maggio in scena allo "Zelig" di Milano, in viale Monza 140, alle 21
Pino Campagna. Libero 3 maggio 2007. Neanche adesso lo considerano proprio uno di loro. Loro stanno su Marte, lui atterra allo Zelig con il nuovo show "Non solo Ultras" (da domani al 6 maggio in scena allo "Zelig" di Milano, in viale Monza 140, alle 21.30), ma lui lo sa a chi, sostanzialmente, deve il suo successo: ai figli. "Gente" strana, che parla un linguaggio strano, che fa cose ancor più strane: «Papy vado in pale, poi in pisci, se mi cerchi sono in Cope. Papy? Papy ce la fai? Sei connesso?» Mah. Eppure lui... «Non sono mica così strambi sa? Basta capirli, i giovani. Io li capisco». Ecco, se non avesse dovuto "connettersi", forse oggi... Pino Campagna, cinquantun primavere alle spalle, venticinque di "gavetta", due figli (Marco, 24 anni e Raffy, 20), una consorte che ringrazia ogni santo giorno per la «pazienza dimostrata» in una vita, i jeans strappati, le scarpe arancioni, un amore smodato per il Foggia per cui ha anche composto un inno e un’esistenza irreprensibile «senza il vizio dell’alcol, del fumo o del gioco, la mia droga è l’acqua minerale. Scendo dal palco, ne bevo un po’ e ci risalgo...», beh Pino Campagna, si diceva, certa gente la capisce proprio. Se non avesse fatto il cabarettista avrebbe fatto il dermatologo «tanto che "vado a pelle", con la gente». I giovani, gli ultras, quelli che vanno matti per i "Sottotono", i "Mondo Marcio", i "Negro Amaro", gli "Zero Assoluto"... quelli che insomma non lo sanno ma per "noi disconnessi" sembrano venire da Marte appunto, ecco lui, li capisce alla perfezione. Sarà che "Casa sua sembra San Siro", i suoi figli parlano in slang, sua moglie si lascia pacificamente ribattezzare "mamy", il portiere del suo palazzo gli allunga la posta "apostrofandolo" in rima e l’amministratore di condominio tiene le riunioni citando le sue battute dello Zelig. Da domani porta in scena un nuovo monologo. Stavolta tocca a un uomo del sud alle prese con i misteriosi "nordisti" e con tutte le loro incomprensibili abitudini farsi appiccicare tic, vizi e vezzi dal voluminoso comico consacrato da Gino& Michele e da Giancarlo Bozzo. Gli inizi, in realtà, risalgono a una vita fa. A metà anni Ottanta, più precisamente, alla fucina teatrale "Al Fellini" di Roma, sotto il maestro Marcello Casco. Nel 1990 è arrivata anche la tv. E con chi si può "iniziare" in tv, se non con Pippo Baudo? Il conduttore notò Campagna sul palco de "Al Fellini" e lo volle nel suo programma in onda su Raiuno, "Gran Premio". Poi il resto: "Sereno Variabile" (Raidue), nel 1992, "La sai l’ultima" (Canale 5) nel 1993 e di nuovo (dopo un sacco di comparsate nei programmi Mediaset) nel 1999/2000. Allora faceva la parodia di un carabiniere, assieme a Franco Guzzo. Ma è nel 2003, dal palco di Zelig Circus (Italiauno) che Campagna si "connette" davvero. Nasce il Papy ultras che parla con i figli con slogan da stadio. E inizia il tormentone: «Papy ci sei, ce la fai, sei connesso?». Certo, non avesse avuto i figli... E "la Carmi", naturalmente. Che è poi la madre dei suoi figli. «Non lo so più quando ci siamo conosciuti io e mia moglie. Era ancora vivo Garibaldi. Me l’ha presentata Nino Bixio. Ma che pazienza quella donna. Io non mi sarei sopportato così a lungo. Mi sarei preso a calci da solo». La moglie, per sua stessa ammissione, avrebbe forse dovuto prenderlo a calci. I figli, invece, lo esibiscono agli amici come un campione di Wrestling, come lo scudetto della loro squadra preferita, come un eroe dei fumetti, come una maglia della Nazionale firmata da Marcello Lippi. Quelli che vengono da Marte, i giovani, lo fermano per strada e gli parlano a sillabe gommose, a parole mozze, a frasi gonfie di musica. «Dopo "il Papy", l’unico personaggio che potrò interpretare sarà me stesso. Non c’è dubbio». V. Bra.