Varie, 3 maggio 2007
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Nuvoli Gianpaolo
• (Giovanni Paolo) Ardara (Sassari) 5 marzo 1952. Direttore generale presso il Dipartimento Affari di Giustizia del ministero della Giustizia. «[…] lo stesso onorevole Nuvoli che nel 1994, su carta intestata, diramò la seguente dichiarazione: ”Qualora il procuratore Borrelli fosse condotto alla forca, io sarei in prima fila per assistere soddisfatto all´esecuzione”. Non si sa se questa dichiarazione costituisca, nel curriculum dell’onorevole Nuvoli, il titolo di merito più cospicuo riguardo alla cultura giurisprudenziale e all’autorevolezza istituzionale. Si sa solamente che il procuratore Borrelli, e il pool di Milano al completo, grazie al ministro Mastella e all’insediamento di Nuvoli, possono ufficialmente considerare chiusa la loro stagione. L’uomo che avrebbe visto volentieri Borrelli appeso a un lampione da oggi siede in via Arenula, in rappresentanza del governo di centro-sinistra. […]» (Michele Serra, ”la Repubblica” 3/5/2007). «Gianpaolo Nuvoli, mentre allo stadio San Siro segue Milan-Manchester United, la vorrebbe chiudere con questa frase: ”I soliti comunisti che ce l’hanno con me. Quel che conta è il ministro. Che fa, mi difende?”. Sì. ”E allora...”. Il Guardasigilli, Clemente Mastella […] lo ha difeso davvero dalle accuse che Marco Travaglio gli ha rivolto sull’Unità: ”Le frasi di Nuvoli? Non ne ero al corrente, ma resta una persona perbene. Attaccò Borrelli nel periodo di Tangentopoli, va capito... E anche su Caselli, si era appena impiccato un magistrato del suo paese... C’era un problema umano. Comunque, può aver detto stupidate, ma riconfermo la nomina”. […] Travaglio […] ha ricostruito un pezzo della storia politica dell’ex deputato FI, ora Udeur […] fu protagonista di una feroce polemica, nel novembre del 1994 (mese in cui Berlusconi ricevette un invito a comparire dal pool di Milano per concorso nelle tangenti Fininvest), contro l’allora procuratore capo di Milano Francesco Saverio Borrelli. Nuvoli, membro della commissione Affari costituzionali, inviò ai giornali un fax con la seguente dichiarazione: ”Qualora il procuratore Borrelli fosse condotto alla forca, sarei in prima fila per assistere soddisfatto all’esecuzione”. Ancora. Nell’agosto del ”98, […]intestò la piazza principale di Ardara, di cui era sindaco, all’ex procuratore della Pretura di Cagliari, Luigi Lombardini, suicidatosi un mese prima dopo un interrogatorio con Gian Carlo Caselli perché coinvolto nel sequestro di Silvia Melis. Parole incise sulla targa: ”Piazza Luigi Lombardini-eroico magistrato vittima del Regime”. Oggi, è tutta un’altra storia: ”Non rinnego niente, ma le mie iniziative vanno contestualizzate come reazione al clima forcaiolo di 13 anni fa. Non ce l’avevo con nessuno”. E la forca per Borrelli? Il Regime di Caselli? ”Mai detto. I comunisti travisarono il mio pensiero. La targa a Lombardini? Ne vado fiero. Al più, oggi sono pronto a chiarire. Però vedo che a questi benedetti comunisti continuo a dar fastidio» (A. F., ”Corriere della Sera” 3/5/2007).