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 2007  maggio 03 Giovedì calendario

Browne John

• Amburgo (Germania) 20 febbraio 1948. Manager. Ex amministratore delegato di Bp. «Lord Browne di Madingley era stato definito il Re Sole dell’industria petrolifera per il modo in cui era riuscito a far splendere la Bp britannica, moltiplicando per cinque la sua capitalizzazione di mercato fino a 104 miliardi di sterline (150 miliardi di euro) e portando a 11 miliardi gli utili del 2006. A 59 anni il Re è caduto dal trono, spinto drammaticamente da una vicenda giudiziaria che lo ha opposto a un giovane canadese di 27 anni, Jeff Chevalier, che dal 2002 al 2006 era stato il suo amante. Finita la relazione omosessuale Jeff aveva pensato bene di vendere la sua storia ai giornali popolari. L’amministratore delegato di Bp si era rivolto all’Alta Corte per fermare il Mail on Sunday. Quando è emerso che nella sua versione della storia aveva mentito, John Browne si è appellato alla Camera dei Lord. E quando anche i suoi pari gli hanno dato torto, ha fatto l’ultima cosa che gli restava: si è dimesso. […] Un gesto che gli costerà tra bonus, “stock options” e penali varie per il mancato preavviso oltre 15 milioni di sterline. Ma siccome si calcola che dalla Bp si porterà a casa una cinquantina di milioni non è il danno economico quello che preoccupa il top manager. Sono i particolari della vicenda che lo addolorano. Lord Browne aveva detto alla corte di aver conosciuto Jeff a Battersea Park, mentre faceva jogging. Una bugia: il ragazzo canadese era venuto a Londra in cerca di fortuna e lavorava per una agenzia di escort gay. Conquistato dal suo fascino, il boss del petrolio lo aveva aiutato a mettere su una società che vendeva colonne sonore per telefonini e a quanto pare per questo aveva usato risorse della Bp. In particolare aveva fatto lavorare per l’amico una sua segretaria personale. Chevalier sostiene che l’aiuto non si fermò qui: avrebbe ricevuto vestiti, vitto e alloggio (di lusso naturalmente) in cambio della sua amicizia particolare. Il giovane ha anche raccontato che il capo della Bp avrebbe evaso l’Iva pagando in contanti i lavori di ristrutturazione di una sua casa di Venezia. Piccole miserie per un multimilionario. Ma il fatto grave è la menzogna sulle circostanze del primo incontro. Ora Browne dice che fabbricò la versione romantica del colpo di fulmine nel parco spinto dallo choc per il tradimento. Durante la battaglia legale per bloccare la pubblicazione della storia, però, il Lord avrebbe anche cercato di screditare l’ex amante attribuendogli inesistenti dipendenze da alcol e droga. Tra le cose che Chevalier sente in modo molto poco cavalleresco di dover raccontare ai tabloid, i particolari su una cena a cui partecipò con Lord Browne, una ex consigliera di Tony Blair, il Commissario europeo Peter Mandelson e il suo compagno brasiliano Reinaldo. E poi dettagli dei colloqui tra Browne e il premier: l’amministratore della Bp era molto vicino a Blair, che lo aveva fatto nominare Pari del Regno nel 2001 per i suoi successi manageriali. Il giudice dell’Alta Corte, Mr Justice Eady, oltre a toga e parrucca ha indossato anche i panni di Salomone rifiutando di perseguire Browne per le ipotesi di reato emerse in aula, che vanno dall’uso improprio di mezzi della società alla falsa testimonianza sotto giuramento. Questo il motivo: “La rivelazione del suo comportamento è una pena sufficiente”. L’anno scorso Eady aveva fatto molto discutere per una sentenza nella quale aveva imposto il silenzio a un marito tradito che voleva mettere in piazza i particolari della relazione tra la moglie e un noto sportivo. Queste faccende a sfondo sessuale debbono restare riservate, aveva detto il giudice. Nel caso del boss del petrolio invece, ha ravvisato un interesse degli azionisti ad essere informati. Risparmiato dall’Alta Corte, Lord Browne potrebbe essere incriminato per spergiuro su iniziativa dell’Attorney General del Regno al quale si vuole rivolgere il Mail on Sunday. La pena massima per il reato è sette anni di carcere» (Guido Santevecchi, “Corriere della Sera” 3/5/2007).