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 2007  aprile 30 Lunedì calendario

Caccia ai nuovi soci. Corriere della Sera 30 aprile 2007. Milano. Un nuovo salotto buono o buonissimo? Una riedizione aggiornata del ”nocciolino duro” post-privatizzazione, molto blasone ma scarsa utilità? Questa volta ai piani alti di Telecom Italia il copione dovrebbe cambiare, fosse solo per l’arrivo in forze dello ”straniero”, degli spagnoli di Telefonica che nella partita sono quelli che hanno fatto la puntata più rilevante, e perdipiù in contanti

Caccia ai nuovi soci. Corriere della Sera 30 aprile 2007. Milano. Un nuovo salotto buono o buonissimo? Una riedizione aggiornata del ”nocciolino duro” post-privatizzazione, molto blasone ma scarsa utilità? Questa volta ai piani alti di Telecom Italia il copione dovrebbe cambiare, fosse solo per l’arrivo in forze dello ”straniero”, degli spagnoli di Telefonica che nella partita sono quelli che hanno fatto la puntata più rilevante, e perdipiù in contanti. Anche con i nuovi acquisti futuri e le annunciate ”porte aperte” a investitori finanziari italiani, la squadra di Telco, la nuova holding che rimpiazza la tronchettiana Olimpia, dovrebbe nelle intenzioni dei suoi attuali proprietari non diluire troppo impegni e responsabilità. A sole 48 ore della chiusura degli accordi con Pirelli, la questione dell’ingresso di altri azionisti in Telco non può dirsi di certo la più urgente. Ma non c’è dubbio che il nome di qualche possibile futuro intestatario di quelle quote tra il 2 e il 5% che Intesa Sanpaolo potrà indicare nell’ambito nel successivo aumento di capitale da 900 milioni, inizia a circolare. Possibili candidati pescati in una rosa composta in buona parte dagli stessi che avrebbero dovuto rimpolpare la ”cordata nazionale” paventata nelle scorse settimane. Come ad esempio Romain Zaleski, proprietario di una partecipazione diretta dell’1,9% del gruppo telefonico, e che al momento si definisce però come «uno qualsiasi degli azionisti che stanno nell’82% di Telecom». In passato il finanziere franco-bresciano (vicino a Intesa) ha dimostrato di avere la pazienza di attendere anche per lunghi periodi (come in Edison, ma non solo) che le aziende da lui partecipate si rilanciassero, spingendo verso l’alto le quotazioni. Oppure come il gruppo De Agostini che ha fatto il suo ingresso solo pochi mesi fa nell’azionariato italiano delle Generali, inserendo anche Lorenzo Pellicioli nel ”board” e nell’esecutivo del Leone. Qualcuno sta pensando anche alla vicentina Palladio, che con Fingruppo- Hopa dovrà anche gestire la quota in Telecom, eredità preziosa della conduzione di Emilio Gnutti. E anche la pista che porta alle fondazioni bancarie, in primis la Cariplo guidata da Giuseppe Guzzetti, sta riprendendo quota, mentre maggiori difficoltà potrebbero avere le ipotesi Colaninno e Mediaset. Quest’ultima anche perché la parte di ”socio industriale” sarebbe saldamente interpretata da Telefonica. Al di là dei nomi, tuttavia, Intesa e gli altri soci Telco (che dovranno dare il loro assenso sulle scelte) potrebbero prima di tutto pensare ad una sorta di identikit, che secondo i primi orientamenti potrebbe coincidere con quello di investitori ”istituzionali”, piuttosto che semplicemente finanziari. Adesso che le cose sono più chiare è presumibile che per entrare in un consesso che ha confermato di ”contare” parecchio sulla scena nazionale, come quello di Telecom, si troverà più di un soggetto disposto a sborsare un gettone di 130-200 milioni di euro. Mentre Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Generali, Sintonia-Benetton e Telefonica potrebbero preferire, tutto sommato, compagni di strada interessati esclusivamente alla bontà della gestione dell’azienda e al riflesso dell’andamento delle quotazioni in borsa. Ricordando, per inciso, che Generali e Mediobanca hanno conferito titoli Telecom a un valore di portafoglio di 2,53 euro per azione, Telefonica li ha pagati 2,82 euro l’uno, portando il carico medio di Telco a 2,75 euro per azione Telecom. Stefano Agnoli