La Stampa 01/05/2007, pag.25 Sebastiano Vassalli, 1 maggio 2007
«Gad, impara a vivere con le zanzare». La Stampa 1 Maggio 2007. Aprile 2007. Riferiscono i giornali che in Piemonte, nella pianura coltivata a riso, è iniziata la guerra delle zanzare: combattuta - come diceva il Buonanima - in terra, in cielo e nell’acqua
«Gad, impara a vivere con le zanzare». La Stampa 1 Maggio 2007. Aprile 2007. Riferiscono i giornali che in Piemonte, nella pianura coltivata a riso, è iniziata la guerra delle zanzare: combattuta - come diceva il Buonanima - in terra, in cielo e nell’acqua. Elicotteri irrorano le risaie, dove gli agricoltori si sono impegnati a seminare riso pretrattato con un larvicida, il Difluobenzuron. Una guerra totale: «Già trattati con elicotteri 3500 ettari nel Casalese, 700 nel Vercellese, 12 nel Novarese e 10 nel Biellese» (La Stampa, 23 aprile). Le cifre non sembrano equilibrate, ma il giornalista e conduttore televisivo Gad Lerner, che ha una tenuta vicino a Casale e che è il Goffredo di Buglione di questa crociata, può essere contento. La sua iniziativa, con gli esseri umani, ha avuto successo. In quanto alle zanzare... Chi, come l’autore di questo elzeviro, vive da più di vent’anni tra le risaie della «bassa» novarese, ha il diritto di essere ragionevolmente scettico. Le zanzare non le distrugge nessuno. Una volta, tra le colline del Monferrato, ce n’erano poche perché ancora non c’era la Comunità Europea e la coltivazione del riso non era dilagata al di fuori delle sue zone storiche, nelle province di Alessandria, di Biella, di Torino. Ora le risaie arrivano fino a Biella e fino al Po e per fermare le zanzare non basterebbero tutti gli elicotteri della guerra in Vietnam... Non basterebbero le bombe atomiche. Il giorno dopo la catastrofe nucleare, nella pianura devastata e priva di vita, l’unico rumore sarebbe il ronzio di un insetto sopravvissuto. Un insetto invisibile... La cosa più ragionevole che si può fare con le zanzare, secondo chi scrive, è imparare a conviverci. In fondo, non sono poi così terribili. Il poeta latino Virgilio, che essendo nato a Mantova di zanzare doveva intendersene, nel suo poemetto intitolato Culex («La zanzara») racconta la storia di un pastore che, addormentatosi all’ombra degli alberi vicino a una fonte, sta per essere ucciso da un serpente velenoso. Lo sveglia con la sua puntura una zanzara, e lo salva: ma ci rimette la vita perché l’ingrato, naturalmente, la schiaccia... Sebastiano Vassalli