La Stampa 01/05/2007, pag.11 Raphael Zanotti, 1 maggio 2007
Grillo: ”E ora via finanzieri e contabili”. La Stampa 1 Maggio 2007. Tronchetti si dice dispiaciuto per essere stato costretto a interrompere un cammino in Telecom
Grillo: ”E ora via finanzieri e contabili”. La Stampa 1 Maggio 2007. Tronchetti si dice dispiaciuto per essere stato costretto a interrompere un cammino in Telecom. Come la vede l’azionista Beppe Grillo? « probabile che Tronchetti sia dispiaciuto per le stock option e lo stipendio faraonico di cui non godrà più. L’azienda è indebitata, il suo perimetro si è ridotto con la vendita di aziende come Telespazio, Finsiel, Seat, Tim Hellas. Voleva vendersi anche la Tim lo scorso anno e la Tim Brazil questo. Si è venduto gli immobili a Pirelli Re. Un venditore nato anche accreditandosi come nuovo Agnelli. I dividendi sono serviti a ridurre i debiti di Olimpia che con il 18% contava per il 100% degli azionisti. Tronchetti di suo aveva lo 0,11% di Telecom». Il presidente di Pirelli ha accusato la politica di «interferenze». Lei invece voleva mandar via tutti i manager... «Li manderanno via subito. Alla prossima assemblea io ci sarò e loro no. Telecom ha bisogno di una politica industriale, non può più permettersi finanzieri e contabili». possibile conciliare una vera rappresentanza dei piccoli azionisti e un andamento positivo del titolo? «La perdita del valore dipende dalla mancata rappresentanza dei piccoli azionisti che, se riuniti, conterebbero sicuramente più di Olimpia e con meno debiti. Il titolo ha perso per la continua alienazione di aziende e per l’assenza di una politica industriale». Il modello public company è un’ipotesi concreta, o Telecom finirà tutta in mano a Telefonica? «Non lo so, credo comunque che le regole che rendono impraticabile investire in Borsa debbano essere cambiate se si vuole che gli italiani e gli investitori stranieri ci mettano dei soldi. Oggi 30/40 persone fanno quello che vogliono. Sono presenti in 6/7 Cda, comprano e vendono da se stessi, sono allo stesso tempo azionisti e manager di una società attraverso le scatole cinesi. Esercizio quest’ultimo di cui Tronchetti è un maestro. La Borsa è un delirio, una Chicago degli anni Venti, come ha detto Guido Rossi». L’ingresso delle banche in Telecom è un passo avanti o due indietro? «Un passo obbligato, se non ci sono gli industriali, e non ci sono, arrivano le banche. Ma è una sconfitta di tutto il sistema». Un giudizio sintetico su ogni personaggio legato alla storia recente della Telecom privata. «Guido Rossi è durato troppo poco per giudicarlo, ma essere stato cacciato da Tronchetti è un grande merito. Colaninno voleva fare, ma non aveva i capitali. Tronchetti voleva i capitali». Se fosse lei a poterlo decidere, chi metterebbe alla guida di Telecom? «Un management espressione di tutti gli azionisti, non solo del 18% o del 23%. Giudicato sui risultati, senza sconti, ogni anno. Un management pagato benissimo, ma senza stock option e senza conflitti di interessi. Non si può essere padroni, o presunti tali, e manager di una società quotata allo stesso tempo». Raphael Zanotti