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 2007  maggio 03 Giovedì calendario

MILANO

Due tram si fermano. Vanno in direzioni opposte. Lo sguardo di lui si incrocia con quello di lei. Occhi negli occhi e il respiro si arresta. I tram ripartono per destinazioni opposte. Ed è già un addio. il senso di una canzone intitolata «Partono i tram» che fa parte di «A fior di pelle», l’ultimo album di Andrea Mirò, vero nome Roberta Mogliotti, moglie di Enrico Ruggeri (due anni fa hanno avuto un bimbo).
Ma Mirò non discende musicalmente da Ruggeri. Vinse Castrocaro nel 1986, mentre le loro strade si incrociarono nel 1994. Mirò, 37 anni, nativa del Monferrato, è diplomata in violino al conservatorio di Alessandria. «Questo disco ha un certo gusto retrò, un filo di racconto sottile con dieci canzoni originali e due cover. un lavoro che vive del valore aggiunto della maternità».
Il brano «Partono i tram» è particolarmente struggente. «Sì, perché il tram è un mezzo che porta con sé nel suo procedere sferragliante e implacabile una carica di melanconia. Parte e riparte secondo regole che non possiamo controllare. A chi, in gioventù, non è successo di avere l’impressione di aver incontrato l’uomo (o la donna) della sua vita nel tram che andava in direzione opposta? Di qui gli annunci: "Cerco la ragazza dai capelli biondi che verso le 17.30 di venerdì 22 stava sulla linea 5...". Insomma, sono storie che non cominciano e non danno vita né a lacrime né a baci».
C’è anche un duetto con Neri Marcorè in una canzone dal sapore Brecht-Weill che si intitola «Preghierina dell’infame». « una preghiera laica in cui una specie di Jago moderno dà voce a tante persone mediocri che venderebbero la madre per raggiungere un qualsiasi obiettivo».
In «A fior di pelle», che esce a due anni da «Andrea», c’è anche un brano sull’omosessualità. Si intitola «Il mio amico Dario»: « dedicato a un amico e collega, Dario Gay, che è gay di cognome e di fatto. una di quelle persone magiche che hanno la capacità di arrivare nella tua vita proprio quando c’è bisogno di un’anima sensibile che ti dia una mano. Gente che non parla di sé, ma che ha il dono della comprensione. Forse perché l’hanno affinata nelle difficoltà che hanno incontrato nella società».
Ci sono poi due cover, un classico degli Animals («Dont’let me be misunderstood») che i più ricordano nella versione dei Santa Esmeralda, e una rilettura di «Lontano dagli occhi»: « un omaggio ai due autori del brano recentemente scomparsi, Sergio Endrigo e Sergio Bardotti». La voce di Mirò è quasi maschile. «Uso un distorsore. Quando prendi in mano una canzone notissima, o punti su una rilettura scolastica o la ribalti, ne fai qualcos’altro. Io ho scelto questa via».
Ma Ruggeri c’entra in tutto questo? « bravo, non invadente, ma presente come il basso in una orchestra. inevitabile che io gli faccia sentire i pezzi per un parere. Lui va giù diretto e io lo apprezzo. Non ho bisogno di essere lisciata».