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 2007  maggio 03 Giovedì calendario

MILANO

Fino a qualche settimana fa sembrava che l’acquirente sarebbe stato Orlando, il fondo guidato da Gianni Mion e Pierdomenico Gallo. Invece, potrebbe essere un gruppo cinese di Hong Kong a rilevare la Sergio Tacchini, società dell’abbigliamento sportivo che ha vestito campioni del tennis come John McEnroe.
 questa, infatti, l’indicazione che si ricava da alcune fonti non ufficiali a Novara, sede dell’azienda fondata alla fine degli anni Sessanta dal cavaliere del lavoro, ex campione del tennis, Sergio Tacchini, e che sarebbe già stata preannunciata ai sindacati.
Ad acquistare – o, meglio: a rilevare in affitto il ramo d’azienda, secondo le intese che sarebbero al momento state raggiunte – sarebbe Hembly, gruppo quotato a Hong Kong che già da tempo è fornitore della Tacchini (oltre che di altri importanti società italiane del casual), e dunque conosce bene il prodotto e i mercati del marchio, garantendo in questo modo la continuità all’impresa. L’operazione, da quel che è possibile sapere, potrebbe avvenire attraverso la sede che Hembly ha in Italia, in provincia di Treviso, e la firma potrebbe arrivare a breve trovandosi attorno a questa soluzione il consenso di tutti.
Se l’accordo andrà in porto, rappresenterà una novità nel panorama della moda made in Italy. Finora, infatti, si è molto parlato della Cina come produttore conto-terzi di abbigliamento, calzature e accessori standard e a basso e medio costo e della fortissima concorrenza portata su queste fasce.
Mentre un gruppo cinese aveva rilevato un anno fa le moto Benelli (Qianjiang), non si erano, invece, finora concretizzate le ipotesi, che pure erano circolate in passato, di acquisto della proprietà di marchi della moda italiani. A suo tempo, per esempio, si era parlato molto dell’interesse di gruppi cinesi per Cerruti, ma senza una conclusione positiva.
Un anno fa, invece, Basicnet fa ha ceduto i marchi Kappa e Robe di Kappa in Cina al licenziatario per l’area asiatica, ma niente a che vedere con il cuore del gruppo. Questo, però, fa pensare che, nella moda, gli imprenditori cinesi partano dai segmenti di mercato che meglio conoscono, essendo fornitori delle aziende mondiali dello sportswear.
Secondo le trattative in corso a Novara, Sergio Tacchini dovrebbe continuare ad avere un ruolo in azienda, forse come presidente onorario (sembra non, invece, come azionista). E questo anche per aiutare l’ingresso di Hembly sul mercato nella veste non più di fornitore ma, appunto, in quella nuova di produttore in proprio di un marchio italiano. La Sergio Tacchini è stata fondata alla fine degli anni Sessanta e dopo i grandi successi degli anni Ottanta, sente oggi la concorrenza dei colossi internazionali dello sportswear. Così, lo scorso anno su un fatturato di 100 milioni di euro i debiti erano pari a 70 milioni di euro. Da qui la crisi, un forte piano di ristrutturazione già varato e la necessità di forze finanziare nuove.