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 2007  maggio 03 Giovedì calendario

ROMA – «Telecom Italia è in una situazione di dominanza in tutti i mercati e servizi con una quota al di sopra della media europea»

ROMA – «Telecom Italia è in una situazione di dominanza in tutti i mercati e servizi con una quota al di sopra della media europea». Partendo da questa premessa l’Authority delle comunicazioni (Agcom) ipotizza la creazione di una divisione separata per la gestione della rete sul modello della britannica Openreach e chiede a tutti gli interessati (operatori, consumatori, istituzioni ect) di inviare al sito Agcom entro 60 giorni le loro osservazioni con l’obiettivo di raggiungere la separazione entro la fine dell’anno. «Con questo documento - ha affermato con soddisfazione il presidente di Agcom Corrado Calabrò, che già nel luglio scorso aveva sollevato il problema della dominanza Telecom - l’Italia si conferma uno dei Paesi più avanzati in Europa nella definizione di regole che favoriscano al tempo stesso concorrenza e investimenti». La documentazione prodotta dall’Authority in oltre sei mesi di lavoro si compone di un malloppo di 46 pagine (allegato A, documento per la consultazione) e di un altro di 132 (allegato B)con l’analisi del mercato. La separazione funzionale viene affrontata a pagina 14 del testo A suggerendo di adottare almeno 13 punti «tratti dalla fondamentale esperienza di Openreach», cioè la separazione fatta in casa British Telecom. In sintesi l’Agcom propone che la nuova società per la gestione della rete sia completamente separata dall’incumbent (Telecom) nella contabilità e nella responsabilità dello sviluppo e della manutenzione. Dovrà avere un proprio marchio riconoscibile, il personale dovrà essere diverso da quello di Telecom e dovrà persino operare in luoghi diversi dal resto dell’azienda. Il punto 11 specifica che il board di controllo dovrà essere composto in maggioranza da membri indicati dall’Autorità e il funzionamento della divisione separata «deve essere soggetto al controllo annuale da parte di una società di auditing indipendente». Insomma totale autonomia di governance e di management per evitare la persistenza di «colli di bottiglia» e garantire parità di trattamento fra tutti gli operatori con l’arrivo delle Next generation access network (Ngan). Nel documento che affronta una ricognizione del mercato delle telecomunicazioni aggiornato all’ottobre scorso, la task force Agcom rileva che la posizione dominante di Telecom nelle linee broadband in Italia è pari al 70% contro il 51% dell’incumbent francese, il 50% di quello tedesco, il 33% di Regno Unito. «Telecom inoltre - si legge - pur avendo perso nel 2006 circa due punti percentuali nel fisso, continua a detenere oltre il 95% del mercato degli accessi a banda stretta residenziale e il 93% della non residenziale». Nella consultazione pubblica, l’Autorità chiede agli interessati di valutare anche «se sia possibile rivedere gli obblighi a livello retail attualmente in capo a Telecom », immaginando la soppressione dell’attuale sistema di price cap che regola il canone di accesso alla rete. Tutto questo, osservano i tecnici dell’Autorità, naturalmente avrà un aumento dei costi di transazione, ma «verrà controbilanciato dalla progressiva liberalizzazione del mercato al dettaglio». Il documento Calabrò sicuramente è destinato a rafforzare l’emendamento che prevede lo scorporo della rete Telecom presentato in Parlamento dal ministro delle Telecomunicazioni Paolo Gentiloni. La questione dello scorporo cominciò ad essere affrontata, sia da Agcom che dall’azienda, alla fine di settembre con l’arrivo alla presidenza di Telecom di Guido Rossi.