Paola Pollo, Corriere della Sera 3/5/2007, 3 maggio 2007
Un italiano su due porta gli occhiali da vista e due su tre ne possiede almeno un paio da sole. Tra gli occhiali esposti al prossimo Mido (Fieramilano, Rho) anche un paio che si accartoccia (in gomma, prodotto da PZero)
Un italiano su due porta gli occhiali da vista e due su tre ne possiede almeno un paio da sole. Tra gli occhiali esposti al prossimo Mido (Fieramilano, Rho) anche un paio che si accartoccia (in gomma, prodotto da PZero). Renzo Rosso sostiene di possedere una ventina di occhiali da vista («un paio in ogni macchina e uno in ogni stanza delle mie case») e una decina da sole («Li tengo sopra all’armadio!»). «l termine la presentazione di «For your eyes, only? Gli occhiali dalla A alla Z» di Alessandra Albarello e Francesca Joppolo (edizione Logos), volume attento e aggiornato di un fenomeno, di cui si sa tanto ma non tutto. Per esempio le origini. «Tormentate», come la sua messa a punto. Il nome dell’inventore degli occhiali è tutt’ora un mistero. Si diceva fosse stato un vetraio veneziano, poi un nobile fiorentino e pure un intuitivo studioso cinese. Infine la tesi più attendibile: un frate domenicano, Alessandro della Spina, che nel 1300 se ne fece un paio per lui e poi per altri. Due vetri e poco più. «Solo» nel 1700 arrivarono le stanghette (anzi stangone, di legno od osso) e ancor più avanti, l’esame della vista per le lenti giuste, perché sino ad allora era un terno al lotto: la gente provava e riprovava i vetri sino a che non trovava quello che correggeva il difetto, più o meno!» (Paola Pollo).