Andrea Garibaldi, Corriere della Sera 3/5/2007, 3 maggio 2007
ROMA – I
Casali di Monticchiello, 95 «case da amare», come dice la pubblicità, nel cuore del senese, in Val d’Orcia, vanno in tribunale. Iniziative toscane, l’immobiliare responsabile dell’edificazione, querela il celebre italianista Alberto Asor Rosa, per aver definito i casali un «ecomostro» e chiede un milione di euro di danni. Il professor Asor Rosa, che a Monticchiello possiede da molti anni una casa con qualche ettaro di terra, reagisce e pretende un risarcimento di 500 mila euro. Nella contromemoria, gli avvocati sostengono che il professore aveva acquistato l’immobile «per ritemprarsi, godere una serena vecchiaia al riparo della frenesia caotica della città». Oggi, però, Asor Rosa «sarà costretto a vivere in una zona completamente stravolta, snaturata, a contatto con centinaia e centinaia di turisti domenicali che turberanno irrimediabilmente la pace e la serenità dei luoghi». Proseguono gli avvocati: «Ci sarà uno svilimento del valore del suo immobile. Un vecchio casale di campagna, in un posto incantevole, oggi si ritroverà immerso in una realtà cittadina». Insomma, «le condizioni di salute psicofisica del professor Asor Rosa non potranno continuare a beneficiare della realtà in cui si era calato, perché la Iniziative Toscane tali condizioni ha completamente mutato, a suo esclusivo vantaggio e a danno di tutti i cittadini».
Il sito Dagospia commenta: «Asor Rosa contro i rozzi turisti della domenica». E afferma che Asor Rosa si preoccupa dello svilimento del valore del suo immobile, «meno male che è di sinistra...».
C’entra, in qualche modo, la sinistra, in questa storia d’ambiente e di edilizia. Il sindaco di Pienza, che racchiude Monticchiello, è un indipendente Ds alla guida di una giunta dalla Margherita a Rifondazione, che ha approvato la lottizzazione dei «Casali». Nell’inserto sul Primo maggio dell’Unità, giornale vicino ai Ds, escono due pagine di pubblicità di Iniziative Toscane, per vendere i Casali di Monticchiello, un casale a Castiglione d’Orcia e un podere a Pienza. Asor Rosa è a sinistra dei Ds. Di Rifondazione è il deputato Ezio Locatelli, proprietario di un podere in zona e firmatario di un’interrogazione sui «Casali». Come ha scritto un mese fa il Corriere, Asor Rosa oltre dieci anni fa era stato incaricato di valutare il piano regolatore di Pienza e lo aveva approvato, Casali compresi. Stefano Lo Cicero, procuratore di Iniziative Toscane, ricorda Asor Rosa con il cane a passeggio vicino al cantiere, apparentemente tranquillo. Poi, improvvisamente, l’articolo, agosto 2006, dove il professore scriveva: «Pare a me che la definizione ecomostro non sia esagerata». Da qui, l’intervento del ministro Rutelli. Il blocco del lotto B, 18 casali ancora da costruire, contro i 75 quasi pronti. La richiesta alla sovrintendenza di stabilire se sia necessario un vincolo e revocare l’autorizzazione del Comune. «La controquerela di Asor Rosa – continua Lo Cicero – non ci sorprende. Abbiamo sempre pensato che ci fosse dietro un interesse personale. Due anni fa il professore ha chiuso con 4 sbarre una strada vicinale, presso la sua proprietà. Il Comune ordinò la rimozione delle sbarre. Poi Asor Rosa si è interessato per comprare la proprietà confinante con la sua».
Asor Rosa è in Argentina fino alla fine della settimana, per un ciclo di conferenze. Nemmeno Vittorio Emiliani, presidente del Comitato per la bellezza, si stupisce, delle argomentazioni «economiche» portate dal professore in tribunale. Per opposti motivi: «Quella lottizzazione offende il paesaggio di Monticchiello e quindi il paesaggio senese, toscano, italiano. Brutti edifici alle porte del borgo di Monticchiello e della "città ideale", Pienza. Le nuove costruzioni incidono su una vallata dal valore turistico e culturale non quantificabile. Il deprezzamento economico è innegabile».