Simone Ravizza, Corriere della Sera 3/5/2007, 3 maggio 2007
MILANO
Due casi di lebbra a Milano nel giro di una settimana. Li ha diagnosticati la Clinica dermatologica del Policlinico, punto di riferimento in città per una malattia ormai quasi scomparsa in Italia. Uno dei due ammalati è un 40enne filippino, con regolare permesso di soggiorno, sposato con figli. L’altro è un clandestino, 19 anni, con una stanza provvisoria da tre mesi in una comunità alloggio riconosciuta dal Comune. Entrambi i pazienti sono stati trasferiti con urgenza al San Martino di Genova, dove lavora uno dei più importanti specialisti del morbo a livello italiano, Enrico Nunzi.
una malattia che nell’immaginario comune riporta al Medioevo oppure al Terzo Mondo. I due immigrati l’hanno contratta nel loro Paese d’origine, rispettivamente nelle Filippine e in Nuova Guinea (il periodo di incubazione è in media di cinque anni). Ad ambedue è stata diagnosticata una forma di lebbra infettiva (nelle lesioni cutanee sono stati trovati molti bacilli). Immediate, dunque, le misure di sorveglianza anti-contagio scattate nei confronti dei familiari e degli extracomunitari che sono venuti a stretto contatto con i due. «Ma non bisogna fare nessun allarmismo – sottolinea con forza Marco Cusini, medico della Clinica dermatologica del Policlinico ”. Il contagio è possibile solo con una vicinanza prolungata con l’ammalato. La trasmissione avviene per via aerea». Enrico Nunzi, docente di dermatologia all’Università di Genova e direttore del reparto hanseniani
del San Martino, è categorico: «Più del 95% delle persone infettate non si ammala. sbagliato scatenare il panico e ghettizzare gli extracomunitari».
Dei casi di Milano è stato informato il ministero della Salute, il dipartimento di Prevenzione dell’Asl e il Comune. Il giovane della Nuova Guinea si è presentato alla Clinica dermatologica di via Pace con evidenti segni della malattia. Le lesioni conferiscono al volto la tipica facies leonina, con gli zigomi pronunciati come un leone, la perdita di sopracciglia e l’ispessimento delle orecchie. «Sulla faccia compaiono anche chiazze e piaghe – spiega Cusini ”. Per diagnosticare con certezza il morbo di Hansen viene, in ogni caso, eseguita una biopsia cutanea». Per il filippino la diagnosi è stata meno immediata, ma altrettanto perentoria. Al San Martino i due uomini sono stati sottoposti alla
multidrug therapy, una cura che prevede la somministrazione di farmaci chemioterapici. Il morbo di Hansen è ormai rubricato tra le malattie dimenticate. In Italia ci sono una decina di casi l’anno: il San Martino di Genova dal 1990 al 2004 ha contato 97 ammalati. Proprio per la rarità della lebbra, dunque, sono destinati a fare notizia i due casi di Milano, diagnosticati a distanza di pochi giorni.