Cecilia Zecchinelli, Corriere della Sera 3/5/2007 - Lettere, 3 maggio 2007
Le labbra di lui che le sfiorano la mano. I due corpi uniti per un attimo da un abbraccio affettuoso, sotto gli occhi di testimoni e telecamere convocati a Teheran per celebrare la Giornata degli insegnanti
Le labbra di lui che le sfiorano la mano. I due corpi uniti per un attimo da un abbraccio affettuoso, sotto gli occhi di testimoni e telecamere convocati a Teheran per celebrare la Giornata degli insegnanti. Poco importa che lei sia un’anziana signora, maestra elementare in pensione, velata e perfino guantata come tradizione comanda. Lui, l’ex allievo che non l’ha mai scordata, è Mahmoud Ahmadinejad, il presidente meno amato nella storia della Repubblica Islamica d’Iran. Contestato da riformatori e imprenditori, femministe e studenti, democratici in generale, perché ultraconservatore. Ma sempre più sgradito anche a molti duri e puri, che in Parlamento si sono alleati con i primi per chiederne l’impeachment (che la Guida Suprema Ali Khamenei mai accetterà) e ridurre di un anno il mandato presidenziale per tornare alle urne nel 2008 (cosa che il Consiglio dei Guardiani difficilmente confermerà). Ai conservatori, o almeno ad alcuni di loro, di Ahmadinejad non piace l’imprevedibilità e la scarsa diplomazia, la disastrosa politica economica, probabilmente la propensione a favorire solo una parte della destra religiosa, evidentemente non la loro. E così questa volta è bastato quel baciamano filiale, quel gesto di affetto e rispetto per la vecchia maestra occhialuta, ben poco credibile oggetto di desiderio, per scatenare le proteste dell’Hezbollah. Il Partito di Dio che nulla ha a che fare con l’omonimo libanese sul suo giornale ha scritto ieri che «il popolo musulmano iraniano, dalla rivoluzione, non ha memoria di simili atti contrari alla Sharia. Queste indecenze porteranno a gravi conseguenze, a violare i sacri valori». Non è la prima volta che Ahmadinejad, nonostante le sue campagne per il velo e la repressione di molte libertà, solleva simili ire. Il caso più celebre risale a un anno fa, quando il presidente permise alle donne di assistere alle partite di calcio maschili, in aree separate dello stadio, per la prima volta dal 1979. Un passo coraggioso, lodato dalle femministe, mai diventato realtà per l’opposizione di molti religiosi e parlamentari. E anche la missione in Turchia di un vicepresidente di Ahmadinejad finì in scandalo: tra gli intrattenimenti offerti all’ospite straniero figurava l’esibizione di una ballerina. Ancor più indignazione, infine, aveva suscitato qualche settimana fa un incredibile test sulla vita di Maometto destinato agli insegnanti in cerca di promozione. «Di che colore era la barba del Profeta?», «L’inviato di Allah si considerava più bello del profeta Giuseppe» e altri simili quesiti per il presidente e il suo (contestatissimo) ministro dell’Istruzione dovevano verificare la devozione dei candidati. Era stato un clamoroso autogol. IL PRECEDENTE Un bacio (sulla guancia) in diretta tv tra l’attore Usa Richard Gere e la collega indiana Shilpa Shetty ha dato il via, il 15 aprile, a proteste di piazza in India e minacce di morte ai due «peccatori» da parte di religiosi induisti, L’attore buddhista, oggetto con la Shetty di un mandato di cattura in India, si è poi scusato pubblicamente