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 2007  aprile 28 Sabato calendario

Rbs lancia l’Opa ostile su Abn. Il Sole 24 ore 28 aprile 2007. Londra. Deciso a vincere la partita per il controllo di Abn Amro sulla rivale inglese Barclays, il consorzio guidato da Royal Bank of Scotland (Rbs) è passato alle maniere "forti", notificando nella notte di giovedì alla banca olandese di avere intenzione di procedere comunque al lancio di un’Opa, anche nell’impossibilità di accedere ai libri contabili: se andasse a buon fine, si tratterebbe della seconda maggiore offerta di sempre dopo quella di Vodafone su Mannesmann

Rbs lancia l’Opa ostile su Abn. Il Sole 24 ore 28 aprile 2007. Londra. Deciso a vincere la partita per il controllo di Abn Amro sulla rivale inglese Barclays, il consorzio guidato da Royal Bank of Scotland (Rbs) è passato alle maniere "forti", notificando nella notte di giovedì alla banca olandese di avere intenzione di procedere comunque al lancio di un’Opa, anche nell’impossibilità di accedere ai libri contabili: se andasse a buon fine, si tratterebbe della seconda maggiore offerta di sempre dopo quella di Vodafone su Mannesmann. Davanti alla minaccia di un’operazione ostile, Abn Amro ha accettato nella tarda serata di ieri di dare accesso alla documentazione necessaria per la due diligence. In una breve nota Abn Amro ha detto di avere rimosso la clausola «per procedere nelle discussioni su una base costruttiva». In precedenza Rijkman Groenink, presidente esecutivo della banca olandese, aveva chiesto al consorzio come condizione per aprire i libri l’accettazione di una clausola standstill in virtù della quale le tre banche (Rbs, Santander e Fortis) si sarebbero impegnate per 12 mesi a non rivolgersi agli azionisti senza il consenso del management Abn Amro. La clausola era stata accettata da Barclays, che porta però avanti un’acquisizione concordata con Abn Amro, per un valore di 36,2 euro per azione. Il consorzio l’aveva respinta seccamente. La decisione di procedere con una "spallata", minacciando l’Opa ostile, ha spinto Abn Amro a ridurre le pretese. Groenink si trova peraltro assai indebolito dalla decisione votata giovedì a maggioranza di due terzi dall’Assemblea degli azionisti di procedere a una vendita della banca, non importa se intera o a pezzi. Il management di Abn Amro continua a sostenere l’ipotesi di un’acquisizione da parte di Barclays «nell’assenza di una proposta concreta e irresistibile» alternativa che gli faccia cambiare opinione. Il consorzio delle tre banche aveva già espresso un’offerta indicativa da 39 euro per azione. Mentre l’offerta di Barclays prevede uno scambio di azioni (3,225 azioni Barclays per azione Abn) quella del consorzio ha una forte componente di cash, pari al 70% del totale dell’offerta da 72 miliardi di euro. Il ricorso ai contanti, specie da parte di Santander e Fortis, che devono sborsare circa 45miliardi in cash rispetto ai 5 miliardi di Rbs che paga il 30% rimanente con azioni proprie ha creato preoccupazioni. Fonti del consorzio hanno però messo in chiaro di essere certe di procedere all’esborso senza difficioltà. L’altro sviluppo interessante della giornata di ieri è stato costituito dal fatto che il consorzio pareva più rilassato sulla cessione da parte di Abn Amro della divisione Usa LaSalle a Bank of America per 21 miliardi di dollari. Per quanto la decisione sia oggetto oggi di azione legale in un tribunale olandese da parte del consorzio, secondo varie fonti, Rbs che punta proprio agli Usa, avrebbe trovato un modo per aggirare l’ostacolo. Come è noto in caso di vittoria il consorzio procederebbe a uno spezzatino di Abn: a Santander andrebbero le attività in Brasile e Italia (dove non è però interessato a Capitalia), a Fortis le attività olandesi, di asset management e private banking e a Rbs gli Usa, il private equity e le attività europee all’ingrosso. In attesa dell’esito della contesa, Abn affronta problemi legali in Usa vara un maxi-accantonamento da 500 milioni di dollari per una potenziale multa da parte del dipartimento di Giustizia su trasferimenti illegali di fondi. Marco Niada