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 2007  aprile 30 Lunedì calendario

Ciarrapico, attacchi ad An e simpatia per D’Alema. Corriere della Sera 30 aprile 2007. Roma. Usa tre pseudonimi: Ape Pontina, Historicus o Detektor

Ciarrapico, attacchi ad An e simpatia per D’Alema. Corriere della Sera 30 aprile 2007. Roma. Usa tre pseudonimi: Ape Pontina, Historicus o Detektor. «Mica mi nascondo, lo sanno tutti che sono io. Mi diverto così», dice. Le elezioni amministrative si avvicinano. E Giuseppe Ciarrapico, destando non poco imbarazzo dentro An, ha scatenato una campagna di stampa contro la destra a Latina. Dopo aver partecipato alla convention sul Partito democratico organizzata dal diessino Goffredo Bettini, qualcuno si aspettava di vederlo al congresso della Quercia a Firenze. O a quello della Margherita. Non è andato. «All’Eliseo c’ero solo per sentire il mio amico Bettini, ci conosciamo da vent’anni, ma non vado a sinistra», dice l’ex re delle acque minerali. Ma intanto con cadenza quotidiana verga velenosi editoriali contro quella che ha ribattezzato la «Cassa delle libertà» su Ciociaria Oggi e sugli altri 9 giornali locali del suo gruppo. «Resto fascistissimo, non scherziamo. Ho preso la tessera del Movimento sociale a 13 anni, nel ’47. Voglio morire con la camicia nera. E sono ancora legato a Berlusconi, mi invita a pranzo una volta a settimana. Ma non sopporto i rinnegati come Fini, Alemanno e i loro accoliti...». Il cuore dunque batte sempre a destra. Tanto che anche quest’anno ha partecipato alle celebrazioni per i caduti della X Mas. Con Alleanza nazionale è però odio puro. «Hanno tradito il passato». Il bersaglio preferito, dopo Fini, è Vincenzo Zaccheo, sindaco uscente di Latina che sogna di chiamarla Littoria. Ora si ripresenta. «Non mi piace, non ha fatto nulla per la città». E giù fiumi di inchiostro per sbeffeggiarlo. Poi ce l’ha con il deputato Riccardo Pedrizzi. Lo accusa di aver difeso Antonio Fazio ai tempi delle scalate bancarie solo per «interessi familiari». E spesso punzecchia Claudio Fazzone, senatore di Forza Italia. «Aiutaci, fallo ragionare»: Silvano Moffa, commissario di An a Latina, ha chiesto l’intervento di Domenico Gramazio, confidando nella vecchia amicizia fra il «pinguino» e il «Ciarra». Mediazione fallita. «La sua è una legittima posizione da imprenditore che deve accreditarsi presso chi governa», commenta Gramazio. E Zaccheo aggiunge: «Ha svoltato a sinistra appena è stato eletto Marrazzo alla Regione. Lo fa solo per i suoi interessi con le Asl». «Macché interessi – replica l’imprenditore ”. Credevo in Storace. Poi quando è venuta fuori la storia delle tangenti, con me ha chiuso. Mani sempre pulite. la prima regola per noi fascisti». Come se il Giuseppe Ciarrapico al centro delle inchieste giudiziarie degli anni Novanta fosse un’altra persona. E il flirt a sinistra? «Stimo alcune persone. Come Bettini. Mi piace anche D’Alema. Comunista, ma serio. E apprezzo Marrazzo», dice. Veltroni? « un bravo comunicatore», taglia corto storcendo la bocca. Dopo qualche anno in ombra, Ciarrapico ha rimesso in piedi un piccolo impero. Oddio, sulla carta risulta praticamente nullatenente. Ma attraverso fiduciarie e scatole cinesi, spazia dalla sanità all’editoria. Quasi come ai vecchi tempi. Non ci sono più le acque minerali. E non c’è più il calcio (fu presidente della Roma). L’amico e «camerata» Giulio Caradonna, ex Msi ora vicino a Forza Nuova, è amministratore nel gruppo. «Le mie cinque cliniche vanno bene, non mi lamento. Ma la politica non c’entra», sostiene. Fra i soci figurano il principe Caracciolo, le famiglie Miraglia e Paganini. Secondo il quotidiano Liberazione, nel business ci sarebbe anche Carlo De Benedetti. «Falso, siamo soli amici dai tempi del lodo Mondadori». E a sinistra che cosa dicono? Bettini non commenta, Marrazzo tace, Veltroni idem. Roberto Giachetti, il deputato della Margherita che fa lo sciopero della fame per sollecitare la nascita del Partito democratico, ci scherza sopra: «Spero che fosse all’Eliseo solo di passaggio...». Gramazio però sgombera il campo dagli equivoci. « andato perché lo hanno invitato». E Marcello Veneziani, uno degli intellettuali più in vista della destra, non ci trova nulla di strano: «Ha sempre vissuto uno sdoppiamento. Ricordate? Un tempo era andreottiano e fascista...». Paolo Foschi