la stampa.it 2/5/2007, 2 maggio 2007
Giulio Tononi e Marcello Massimini, dell’University of Wisconsin-Madison School of Medicine and Public Health, hanno riprodotto sperimentalmente le onde lente del cervello tipiche del sonno profondo (si tratta di onde di attività elettrica che occupano circa l’80 per cento del tempo trascorso dormendo e attraversano il cervello, al ritmo di una al secondo, per 1000 volte a notte)
Giulio Tononi e Marcello Massimini, dell’University of Wisconsin-Madison School of Medicine and Public Health, hanno riprodotto sperimentalmente le onde lente del cervello tipiche del sonno profondo (si tratta di onde di attività elettrica che occupano circa l’80 per cento del tempo trascorso dormendo e attraversano il cervello, al ritmo di una al secondo, per 1000 volte a notte). La ricerca potrebbe spiegare perché, se si viene deprivati del sonno, sia uomini che animali vanno incontro a vere e proprie sofferenze fisiche, disturbi emotivi e mentali. E forse aiuterà anche a comprendere il contrario, e cioè perché il sonno, ripristinando il cervello, fa sentire felici, riposati e in grado di imparare. Tononi e Massimini, usando la stimolazione magnetica transcraniale (TMS) hanno mandato segnali magnetici nel cervello: ad ogni impulso trasmesso, da una zona particolare del cranio il cervello dei soggetti rispondeva producendo immediatamente le onde lente tipiche del sonno profondo, che invadevano poco a poco tutto il cervello. Secondo gli scienziati, queste onde potrebbero avere un ruolo importante per il funzionamento del cervello grazie al loro potere ristoratore. Quindi, creare onde lente su stimolo potrebbe portare a trattamenti per curare l’insonnia (condizione durante la quale questa attività elettrica appare ridotta) e si potrebbero perfino realizzare «pisolini» artificiali, che, in poche ore, siano capaci di conferire il beneficio di otto ore di sonno: «Prima di arrivare a questo bisognerà provare che le onde lente artificiali hanno davvero un effetto benefico sul cervello e verificare se dormire sotto lo stimolo della TMS può produrre un ripristino delle funzioni cerebrali che sia maggiore di quello che si avrebbe con la stessa quantità di sonno naturale».