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 2007  maggio 01 Martedì calendario

Come si lavavano le nostre nonne (altro che Pratesi). Libero 1 maggio 2007. In epoca d’allarme di carenza idrica, pullulante consigli per non sprecare l’acqua (lavarsi una volta la settimana, cambiare la biancheria ogni 5 giorni ecc), è bene forse iniziare a far tesoro dell’esperienza dei nostri avi

Come si lavavano le nostre nonne (altro che Pratesi). Libero 1 maggio 2007. In epoca d’allarme di carenza idrica, pullulante consigli per non sprecare l’acqua (lavarsi una volta la settimana, cambiare la biancheria ogni 5 giorni ecc), è bene forse iniziare a far tesoro dell’esperienza dei nostri avi . Nelle camere da letto sino ai primi del ’900 c’erano lavabi composti da bacinella e brocca; per lavacri più completi, tinozze portatili: semicupi in ferro smaltato o zincato, o piatte e larghe a forma d’immenso vassoio simili a quella ritratta ne "La baigneuse" di Degas. Il Mantegazza, nell’Enciclopedia Igienica (1910), raccomandava: «Ricordiamoci di lavarci almeno una volta alla settimana collo, piedi, ascelle e, donne dico a voi, anche là, senza pudore. (...). Almeno a primavera invece occorre un bagno intero per prevenire le affezioni scrofolose, favorire lo sviluppo fisico e intellettuale, allontanare le cause dell’isterismo, delle debolezze testicolari, delle difficili gravidanze e dei facili aborti. Prima del bagno primaverile è necessario però sudare, onde aprire i pori chiusi dal grasso accumulato in inverno: per ben sudare montate su una sedia in piedi e nudi, poi riavvolgetevi dal capo in giù con un lenzuolo che vi faccia sembrare un fantasma, sotto la sedia mettete una lampaduccia ad alcol o un braciere e così prendete un bagno d’aria calda che vi farà sudare. Dopo iniziate a strofinarvi la pelle delle membra con estrema vigoria .... Eppoi via giù, nella tinozza di zinco, di ferro, di legno! Sapone e striglia, risciacqui e altro sapone!». L’igiene quotidiana era impresa meno disgustosa, e ciascuno aveva tecniche diverse. Ecco ad esempio i consigli elargiti dall’Enciclopedia delle Giovani Donne, un periodico annata 1885, di una tal Madame Myosotis : «Come lavarsi quotidianamente in modo perfetto senza sprecar né tempo né acqua». Innanzitutto occorreva "cavar l’acqua dal pozzo". Di quest’acqua, «ponetene a bollire 3 litri, unendo qualche scorza di limone per disinfettarla....Ponetevi spogliate di fronte alla bacinella del lavabo, ponendo sotto i piedi un canovaccio atto ad assorbire le gocce. Immergete una spugna nell’acqua, strizzatela e passatela su braccia, spalle, collo e busto affinché la pelle risulti umida;... risfregate le stesse zone con energici movimenti circolari. Con una pezzuola di lino intrisa d’acqua e ben strizzata, togliete immediatamente ogni traccia di sapone e asciugatevi rapidamente per non prender freddo. Con la spugna strizzata inumiditevi ora polpacci e piedi; sfregate con energia stavolta con movimenti verticali. Colla pezzuola bagnata sciacquate e asciugate con cura. Versate infine l’acqua sporca della bacinella in un secchio: sarà preziosa per detergere i pavimenti della cucina». Mitì Vigliero