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 2007  maggio 02 Mercoledì calendario

Non serve essere geni per diventare ricchi. Anzi, le persone con un quoziente intellettivo mediocre sono mediamente più danarose di chi ottiene il massimo punteggio nei test

Non serve essere geni per diventare ricchi. Anzi, le persone con un quoziente intellettivo mediocre sono mediamente più danarose di chi ottiene il massimo punteggio nei test. quanto afferma Jay Zagorsky, ricercatore dell’Università dell’Ohio, autore di uno studio apparso sulla rivista Intelligence e basato su un’indagine su oltre settemila statunitensi. I partecipanti hanno risposto a questionari sul loro reddito e sulla ricchezza complessiva, oltre che su indicatori di difficoltà economica (per esempio se di recente avessero oltrepassato il massimale della carta di credito, se negli ultimi cinque anni fosse accaduto loro di non pagare le bollette, se avessero mai dichiarato bancarotta eccetera). I risultati hanno confermato la teoria secondo cui chi è dotato di un quoziente intellettivo più elevato guadagna di più, ma la sorpresa è stata scoprire che chi ha un Q.I. nella media o sotto la media è nel complesso più ricco. Non c’è contraddizione: i primi, semplicemente, potrebbero risparmiare meno. Risultati più controversi sono stati ottenuti sulle difficoltà economiche. Il 7,7 per cento di chi ha un quoziente intellettivo pari a 75 e il 12,1 per cento tra coloro che hanno quoziente 90 avevano oltrepassato il limite della carta di credito. La percentuale scende al 5,4 per cento tra chi ha un quoziente di 115, per poi salire di nuovo in chi ha quoziente superiore. Lo stesso andamento irregolare emerge per il mancato pagamento delle bollette e la bancarotta. Conclude Zagorsky: «L’intelligenza non spiega da sola la ricchezza».