Varie, 2 maggio 2007
VACCARELLA
VACCARELLA Romano Roma 2 agosto 1942. Avvocato. Ex giudice della Corte Costituzionale (2002-2007) • «Nel 2002, quando il Parlamento in seduta comune nominò l’avvocato di Berlusconi Romano Vaccarella giudice della Corte costituzionale, l’ex giudice Filippo Mancuso cui il Cavaliere aveva promesso quel posto fece una pubblica piazzata al suo amico Cesare Previti. Il professor Vaccarella, però, aveva tutti i numeri anche perché su incarico del ministro Castelli (Giustizia) aveva presieduto la commissione incaricata di riformare il codice di procedura civile. Tuttavia, l’avvocato civilista del Cavaliere è rimasto alla Corte solo 5 anni, e non i nove previsti dal mandato, perché nel 2007 ha poi abbandonato polemicamente la Consulta: qualcuno tra i ministri del governo Prodi fece apprezzamenti sull’indipendenza della Corte in materia di referendum elettorali e lui se la legò al dito. Nonostante che le sue dimissioni fossero state respinte all’unanimità dai giudici costituzionali, se ne andò sbattendo la porta. Da quel momento Vaccarella è tornato ad esercitare a tempo pieno la professione di avvocato. La sua specialità sono le cause civili di grande rilevanza economica nel campo dell’editoria: assiste, appunto, la Fininvest di Berlusconi contro la Cir di Carlo De Benedetti (conclusasi in primo grado con una sconfitta) ma è anche il dominus legale della causa in cui, per conto di Angelo Rizzoli, è citata la Rcs-Corriere della Sera» (’Corriere della Sera” 7/10/2009) • « stato l’avvocato di Previti e di Berlusconi ma ha difeso anche Occhetto e D’Alema, nella causa per il simbolo del Pds, e pure Buttiglione nella battaglia per strappare lo scudo crociato agli ex dc. stato per anni il civilista dei politici che ha avuto tra i suoi clienti, oltre la Fininvest, le Ferrovie, la Telecom, la Seat e l’Acea. E ora la notorietà del giudice costituzionale Romano Vaccarella sale alle stelle perché il suo gesto ha soli due precedenti rintracciabili negli annali della Consulta: Enrico De Nicola, nel ”57, e Giuseppe Ferrari nell’87. [...] ordinario di diritto processuale civile, l’’amico di Previti” che nel 2002 la Cdl portò alla Consulta lasciando per strada il presidente Filippo Mancuso [...] Quando fu eletto dopo venti votazioni, e Filippo Mancuso corse in Transatlantico ad urlare il suo totale disappunto in faccia a Cesare Previti (’Mascalzone”, ”Bandito”, ”Comitato d’affari”) guadagnandosi poi una querela, il neo giudice Vaccarella si limitò ad osservare: ”Sono onorato di andare alla Corte ma non l’ho chiesto”. Ecco allora che, cinque anni dopo, il suo gesto plateale può apparire coerente con lo spirito con cui fu accettato quel mandato costatogli l’abbandono della prima linea dello studio legale [...]» (Dino Martirano, ”Corriere della Sera” 1/5/2007).