1 maggio 2007
Vanessa Russo, 23 anni. Romana della borgata Fidene, bel viso rotondo incorniciato dalla frangetta color miele, il piercing sotto le labbra carnose, studiava per diventare infermiera
Vanessa Russo, 23 anni. Romana della borgata Fidene, bel viso rotondo incorniciato dalla frangetta color miele, il piercing sotto le labbra carnose, studiava per diventare infermiera. L’altro giorno era sulla metro B della metropolitana per raggiungere la gelateria in via Dei Serpenti dove lavorava giusto da pochi giorni, sul suo vagone c’erano pure le rumene Doina Matei di 22 anni e C.I. di 17, prostitute sulla Tiburtina dalle 9 di sera alle 4 di mattina, d’un tratto il trenò frenò bruscamente, la Matei finì addosso alla Russo, lei si rivoltò urlando "Che cazzo mi spingi?”, l’altra fece finta di nulla, all’uscita della fermata Termini la Russo volle però restituirle lo spintone e lei per risposta le infilò nell’occhio la punta del suo ombrello rosso. Subito dopo le rumene corsero via, abbandonarono per strada l’ombrello insanguinato, raggiunsero la linda locanda «Sibilla Albunea» di Tivoli dove dormivano dallo scorso aprile spendendo 70 euro al giorno in contanti, fecero i bagagli e andarono a rifugiarsi da un amico loro a Tolentino, nelle Marche, dove le trovarono i carabinieri. Primo pomeriggio di venerdì 27 aprile alla stazione Termini di Roma.