Il Sole 24 Ore 27/04/2007, pag.35 Marco Niada, 27 aprile 2007
Groenink sconfitto: approvato lo spezzatino. Il Sole 24 Ore 27 aprile 2007. Londra. La battaglia per il controllo di Abn Amro si sta facendo rovente e cresce la possibilità che i tre membri del consorzio guidato da Royal Bank of Scotland (Rbs), che si oppone alla fusione tra Abn e Barclays, decidano di lanciare un’offerta ostile
Groenink sconfitto: approvato lo spezzatino. Il Sole 24 Ore 27 aprile 2007. Londra. La battaglia per il controllo di Abn Amro si sta facendo rovente e cresce la possibilità che i tre membri del consorzio guidato da Royal Bank of Scotland (Rbs), che si oppone alla fusione tra Abn e Barclays, decidano di lanciare un’offerta ostile. Il viatico è giunto ieri dall’Assemblea generale della banca olandese, tenutasi a L’Aja, dove, con una maggioranza del 68%, gli azionisti hanno votato a favore della mozione del fondo Tci per una fusione o uno "spezzatino" della banca. Le due forme di vendita sono ben diverse dal punto di vista del management di Abn Amro, ma gli azionisti hanno messo in chiaro di essere pronti ad accettare qualsiasi soluzione possa massimizzare in modo significativo il loro investimento. Il voto è indicativo e non vincolante per il management di Abn Amro. Ma il messaggio è chiaro: Gli azionisti non hanno fiducia nella banca e qualsiasi soluzione che ne aumenti il valore è benvenuta. Davanti a un’offerta indicativa di 39 euro per azione, avanzata mercoledì, Abn Amro ha deciso di aprire i libri anche alla cordata di Rbs (che comprende Santander e Fortis) ma a condizione che per 12 mesi non scavalchino il management, rivolgendosi direttamente agli azionisti. La clausola ("standstill provision"), che è stata accettata da Barclays, anche perchè sta trattando un’acquisizione amichevole, è stata respinta al mittente dal consorzio. In un secco comunicato le tre banche hanno chiesto «che Abn Amro abolisca la clausola» come condizione per negoziare. Rijkman Groenink, presidente esecutivo di Abn Amro ha rifiutato, sostenendo che tutti devono giocare su un piede di parità. A questo punto a meno di ravvedimenti, lo scontro pare inevitabile. Fonti vicine al consorzio lasciavano intendere ieri sera che ormai ogni opzione è possibile, compresa, per deduzione, un’Opa ostile. In questo clima sempre più teso sarà importante il ruolo che giocheranno membri indipendenti del consiglio di sorveglianza di Abn Amro come Paolo Scaroni o il barone David de Rothschild, che hanno il compito di agire nell’interesse degli azionisti. L’altro boccone che al consorzio non è andato giù fin dall’inizio è stata la decisione di Abn Amro di vendere separatamente le attività della controllata Usa, LaSalle, a Bank of America, per 21 miliardi di dollari. La decisione, che rientra nell’accordo di acquisizione da parte di Barclays da 36,2 euro per azione, è stata contestata dal consorzio rivale fin dall’inizio. Ieri Groenink ha ribadito che, chiunque desideri lanciare un’offerta rivale, è libero di farlo e ha tempo fino al 6 maggio. «Mi auguro che qualcuno si faccia avanti con un’offerta alternativa per LaSalle» ha detto nel corso dell’infuocata assemblea degli azionisti. Bank of America, da parte sua, ha facoltà di contro-rilanciare nei 5 giorni successivi e, in caso non riesca ad avere partita vinta, otterrà un risarcimento da Abn Amro da 200 milioni di dollari. Barclays, che per coincidenza ieri teneva a sua volta l’Assemblea degli azionisti ha detto per bocca del presidente Bob Diamond, di essere «molto fiduciosa» di concludere l’acquisizione. Ieri circolavano voci che Rbs potesse passare all’azione su LaSalle ma la mossa andrebbe contro l’intera costruzione della presente offerta a tre, che vale per l’intero gruppo Abn Amro. Il mercato ha alcuni dubbi sulla possibilità che il consorzio possa procedere agilmente a uno spezzatino e dubita della capacità di mettere sul tavolo il 70% di cash che l’offerta da 72 miliardi di euro comporta. In questo quadro incerto il titolo di Abn Amro ha chiuso ieri a 36,3 euro, a metà strada tra il valore attuale dell’offerta Barclays, a causa del calo del titolo della banca inglese a 718 pence, e quello del consorzio, a causa del calo del titolo Rbs a 1.967 pence che pesa per il 30% del valore offerto. Marco Niada