Libero 25/04/2007, pag.26 Nino Sunseri, 25 aprile 2007
Il salotto del Nordest non vuole Bazoli. Libero 25 aprile 2007. Milano. Giovanni Bazoli non ha proprio apprezzato
Il salotto del Nordest non vuole Bazoli. Libero 25 aprile 2007. Milano. Giovanni Bazoli non ha proprio apprezzato. Il mancato matrimonio tra la finanziaria Mittel, di cui è presidente, e i soci di Hopa lo ha offeso. L’agenzia Ansa, superando la tradizionale prudenza verbale, lo definisce «molto arrabbiato». Se il più istituzionale dei notiziari italiani si spinge tanto avanti vuole dire che il Professore ha davvero perso pubblicamente la pazienza. Conoscendolo è difficile pensare che, prima o poi, non troverà il sistema di riparare al danno subito. Il più importante banchiere italiano non ha gradito la rottura e, soprattutto le modalità che hanno portato all’interruzione del negoziato. Gli uomini di Bazoli accusano Chicco Gnutti e gli altri soci di Fingruppo (da cui Hopa dipende) di aver trattato su due tavoli e poi aver fatto l’ultimo blitz nel totale segreto. Proprio nel momento in cui l’operazione, dopo lunga gestazione, sembrava vicina alla conclusione. Un grave mancanza di rispetto del galateo come non si usa nel mondo degli affari. In casa Gnutti respingono le accuse sostenendo che non c’era vincolo di esclusiva con Mittel e, dopo quattro mesi di inutili trattative, gli amici di Chicco hanno perso la pazienza. L’offerta di Palladio era sul tavolo ed è stata colta al volo . Facile immaginare che la partita non finirà qui. Palladio è stata finora, un salotto di provincia controllato da alcuni industriali veneti, da Efibanca (gruppo Bpi) e da Antonveneta (già socia della stessa Hopa), guidata da una terna di «ex» di tutto rispetto. Vale a dire il presidente Roberto Ruozi (ex rettore della Bocconi), dal vice presidente Roberto Meneguzzo (il commercialista vicentino che figura tra i soci fondatori) e dal direttore generale Giorgio Drago (precedenti esperienze in Mediobanca e Gemina). Ora, se non interverranno sorprese dell’ultimo minuto, andrà a nozze con Fingruppo, finora azionista al 35% di Hopa. Nascerà un gruppo ricco di un portafoglio partecipazioni del valore di circa 2,5 miliardi di euro, tra cui quote in Asm, Generali e (tramite Hopa) il 3,7% di Telecom Italia. Per Fingruppo uno smarcamento definitivo dall’era Gnutti che dopo aver condotto quest’ultima battaglia assumerà una posizione defilata: nel nuovo gruppone resterà azionista con una quota compresa fra il 3 e il 4%. Per Palladio la possibilità di un salto di categoria. A rimanere col cerino in mano gli altri soci di Hopa e di Mittel. Carlo Salvatori cerca di mantenere la calma. Il presidente di Unipol (che in questi giorni stava trattando la cessione al Montepaschi del proprio 10,7% di Hopa), si dichiara «soddisfatto» per Ruozi e Drago «amici ma soprattutto dei valenti professionisti». Romain Zaleski, vicepresidente e azionista di Mittel, con meno fair play sbotta: «La grande Mittel? Era un’operazione osteggiata da troppe persone». E a chi prova a chiedergli quali siano i progetti per la finanziaria bresciana vicina al presidente di Intesa Sanpaolo spiega: «Ci sono sempre delle cose da fare ma è difficile parlare prima di averle fatte». Per poi concludere lapidario: «Se c’é qualcosa ve lo diremo». Certo il matrimonio fra Palladio e Fingruppo presenta ancora margini di incertezza molto larghi. Il finale di partita non può che essere la quotazione in Borsa . Solo a queste condizioni tutta l’operazione ha un senso. I soci di Fingruppo, e poi quelli Hopa aspettano di uscire. L’integrazione con Mittel serviva questo scopo in maniera egregia perchè la finanziaria guidata da Giovanni Bazoli è già a Piazza Affari (per la precisione è la società di più antica quotazione essendo nata due secoli fa come impresa di gestione del servizio ferroviario). Ora, invece, la procedura dovrà partire da zero con un prologo indispensabile: la fusione del blocco Palladio-Fingruppo con Hopa. Un passaggio molto delicato dove un ruolo importante sarà giocato dalla Banca Popolare di Verona che, attraverso Bpi, è azionista sia di Hopa sia di Palladio. I rapporti fra Carlo Fratta Pasini e Giovanni Bazoli sono notoriamente molto saldi. Facile immaginare che l’eventuale controffensiva del Presidente di Intesa-Sanpaolo scatterà su questo fronte. La partita, forse, non è ancora chiusa anche se ieri Mittel ha dichiarto ufficialmente di aver chiuso il dossier. Nino Sunseri