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 2007  aprile 24 Martedì calendario

La casa di Monna Lisa. Libero 24 aprile 2007. FIRENZE Svelato (in parte, come sempre succede per i capolavori, inesauribili ed enigmatici per definizione) il mistero della Gioconda

La casa di Monna Lisa. Libero 24 aprile 2007. FIRENZE Svelato (in parte, come sempre succede per i capolavori, inesauribili ed enigmatici per definizione) il mistero della Gioconda. Per Leonardo Monna Lisa era la classica ragazza della porta accanto: in gioventù Lisa Gherardini, la modella del quadro più famoso della storia dell’arte occidentale, abitò in via Ghibellina, di fronte alla casa fiorentina della famiglia di Leonardo da Vinci. Grazie ai documenti d’archivio consultati da Giuseppe Pallanti, l’insegnante fiorentino che ha scoperto il luogo esatto della nascita della nobildonna, è stato accertato anche il periodo preciso: Monna Lisa e Leonardo sono stati vicini di casa dal 1494 al 1497. NELLA "CITY" DI FIRENZE La futura moglie di Francesco Del Giocondo era nata il 15 giugno 1479 in un edificio in via Sguazza, una traversa di via Maggio (l’etimologia del nome non ha niente a che fare con il mese, maggio sta per "maggiore"), celebre strada di antiquari e galleristi. La Manhattan dell’epoca, per capirsi, visto che Firenze per giro d’affari e vita culturale può benissimo essere definita la New York del Quattrocento. I genitori di Lisa affittarono un fondo (in precedenza era stato una bottega di imprenditori dell’Arte della lana) al pian terreno di una piccola strada chiamata nel XV secolo chiasso Guazzacoglie. MOGLIE DEL BOSS DELLA SETA Sposatasi a 16 anni con il ricco mercante Francesco Del Giocondo, il maggiore importatore e venditore all’ingrosso e al minuto di seta della città, in affari con Lorenzo il Magnifico, la nobildonna si trasferì in un edificio padronale nel quartiere di San Lorenzo, in via della Stufa, vicino al convento di Sant’Orsola. Dove sarebbe stata sepolta alla sua morte, sopraggiunta all’età di 63 anni, come ha rivelato Pallanti a metà dello scorso gennaio dopo anni di ricerche d’archivio e controlli incrociati sulle fonti dell’epoca. L’ATTO DI AFFITTO ORIGINALE Grazie alla tenacia del professore, dai chilometri di faldoni dell’Archivio di Stato di Firenze è emerso l’atto di affitto di Antonio Maria Gherardini, padre di Lisa, con Giovan Battista Corbinelli, un ricco lanaiolo che aveva una grande bottega nel quartiere Oltrarno di Firenze. Per il venir meno dei "traffici" in via Maggio, Corbinelli mise in affitto una "casetta" all’angolo tra via Maggio e via Sguazza, all’epoca noto come chiasso Guazzacoglie, perché probabilmente da lì passava un fossato che raccoglieva l’acqua piovana proveniente dalla zona di Boboli. A Firenze, gli antichi nomi delle strade hanno spesso questo tono, tra il popolare e l’ironico: basti pensare a "Via dei marmi sudici", che sorgeva dietro la casa di Michelangelo (guarda caso, sempre in via Ghibellina), in un vicolo ingombro di blocchi di Carrara e lastre di pietra scartate dal grande scultore. VICINO A CASA BUONARROTI Il palazzo di Michelangelo, grazie alla cura di un pronipote, è diventato un museo (tuttora esistente, Casa Buonarroti), ma della casa in cui è cresciuta Lisa Gherardini probabilmente non resta molto; la struttura venne profondamente modificata nel Seicento, quando i Michelozzi realizzarono in quella zona il palazzo di famiglia. Il quartier generale del marito, mercante di seta e stoffe preziose, invece, era in via Por Santa Maria. GLI AFFARI CON I MEDICI Il marito di Lisa si serviva del Banco de’ Medici a Roma per i suoi pagamenti all’estero, e risultano accertati i contatti tra lui e ser Piero da Vinci, il padre notaio di Leonardo, amico della famiglia Del Giocondo da lunga data. Pallanti è una miniera di dettagli e aneddoti sulla vera storia della nobildonna fiorentina. Nel 2004 ha pubblicato il libro "Monna Lisa, mulier ingenua" (Polistampa editore) per confermare la verrsione del Vasari sulla genesi della Gioconda, messa in dubbio dai primi del ’900 in seguito al furto del quadro dal Louvre. Due anni dopo, nel 2006, Pallanti ha dato alle stampe "La vera identità della Gioconda. Un mistero svelato" (Skira), in cui dà conto di tutte le sue scoperte archivistiche. IL SORRISO SVELATO Sul quadro più famoso del mondo, da cui lo stesso autore non riuscì mai a staccarsi, è stato scritto un interminabile "Codice Da Vinci" lungo cinque secoli di ipotesi, illazioni, attribuzioni e leggende. Per risolvere l’enigma del radioso ma appena accennato sorriso della Gioconda è stato usato perfino il computer; secondo uno studio pubblicato dal New Scientist, Monna Lisa esprime per l’85% felicità, per il 9% supponenza, per il 6% timore e per il 2% rabbia. Più semplice la versione proposta dai restauri del settembre scorso: sorride perchè aspetta un bambino. Lo dimostra il velo di mussolina sulle spalle (per secoli reso invisibile dallo sporco) che nel ’500 veniva indossato dalle donne incinte. Silvia Guidi