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 2007  aprile 29 Domenica calendario

DཿAMICO

D’AMICO Luigi Filippo Roma 9 ottobre 1924, Roma 28 aprile 2007. Regista. « Fra i suoi film il più noto è forse Il presidente del Borgorosso Football Club del 1970, protagonista Alberto Sordi. Sua la regia anche di Bravissimo (’55) e Amore e ginnastica (’73), come quella di Guglielmo il dentone, magistrale interpretazione di Sordi nel film a episodi I complessi del ”65» (’La Stampa” 29/4/2007). « I personaggi come Luigi Filippo d’Amico, regista, scrittore, pittore [...] e grande giocatore di bridge [...] di solito vengono detti ”eclettici” e non ci si pensa più. Invece l’unico dei tanti d’Amico ad aver abbracciato una carriera artistica celava dietro i modi da dandy e la taglia extralarge l’inquietudine degli eccentrici che si ritrovano isolati loro malgrado. Nipote del Silvio d’Amico fondatore dell’Accademia d’arte drammatica, cugino di Suso Cecchi d’Amico, ma anche marito di una nipote di Pirandello, Lietta Aguirre, Luigi Filippo d’Amico era entrato nel cinema dalla porta principale come aiuto e co-sceneggiatore di Blasetti, Zampa e Pagliero (con cui scrisse rispettivamente Altri tempi, Processo alla città e Roma città libera), apparendo anche nei panni di se stesso in Bellissima di Visconti. Alla regia arrivò nel 1955 dirigendo Sordi nel curioso Bravissimo, un sodalizio poi rinnovato in Il presidente del Borgorosso Football Club e in episodi come il celeberrimo ”Guglielmo il dentone” (nei Complessi) e ”Il marito di Roberta” (I nostri mariti) all’insegna del comune amore per il grottesco. Anche se il film forse più apprezzato fra i non molti diretti da d’Amico resta Amore e ginnastica, 1973, da un racconto di De Amicis, con l’ex-seminarista Lino Capolicchio innamorato della procace ma inflessibile atleta Senta Berger, che paradossalmente fu accusato di eccessiva finezza. Fra gli altri titoli vanno ricordati almeno Quattro notti con Alba, raro esempio di cinema sulle imprese italiane in Africa orientale. E Il domestico, con Lando Buzzanca che attraversa la storia d’Italia dall’8 settembre agli anni 70 cambiando sempre casacca e padrone: quasi una versione italiana del romanzo di Bohumil Hrabal, Ho servito il re d’Inghilterra, e altro film da riconsiderare. Ma d’Amico aveva fatto anche radio, televisione (diversi Pirandello e un omaggio a Flaiano) e pubblicato vari libri fra cui il romanzo Il cappellino e L’uomo delle contraddizioni - Pirandello visto da vicino, entrambi Sellerio» (F. Fer., ”Il Messaggero” 29/4/2007).