Sergio Romano, Corriere della Sera 29/4/2007 - Lettere, 29 aprile 2007
Caro Romano, a proposito della lettera sulla presa di Roma il 20 settembre 1870 ( Corriere, 18 aprile), mi ha incuriosito in particolare l’interesse del lettore per l’aspetto giuridico
Caro Romano, a proposito della lettera sulla presa di Roma il 20 settembre 1870 ( Corriere, 18 aprile), mi ha incuriosito in particolare l’interesse del lettore per l’aspetto giuridico. Sotto questo profilo può essere forse utile aggiungere, in sintesi, che secondo il diritto internazionale vigente nella seconda metà del XIX secolo gli Stati erano ancora essenzialmente liberi di ricorrere alla guerra per far valere i loro interessi (il c.d. «ius ad bellum», praticamente illimitato se lo Stato non era vincolato da accordi particolari). È solo con la fine della seconda guerra mondiale che il diritto internazionale perverrà a vietare in termini generali la minaccia o l’uso della forza armata nelle relazioni internazionali (con pochissime eccezioni, fra cui la legittima difesa e gli interventi decisi nell’ambito del sistema di sicurezza collettivo dell’Onu). Quanto gli Stati abbiano rispettato in pratica tale divieto generale dal dopoguerra in poi è naturalmente un altro discorso. Antonio Bultrini Università di Firenze