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 2007  aprile 29 Domenica calendario

Caro Romano, mi è dispiaciuto constatare, nei giorni scorsi, che la polemica politica sulle spese per le intercettazioni telefoniche sia stata cavalcata anche da un editorialista del suo calibro

Caro Romano, mi è dispiaciuto constatare, nei giorni scorsi, che la polemica politica sulle spese per le intercettazioni telefoniche sia stata cavalcata anche da un editorialista del suo calibro. Ritengo infatti auspicabile che chiunque, prima di pronunciarsi su un argomento, debba assolvere all’onere di conoscerlo. Nel caso di specie, troppo spesso, si dimentica che, a differenze delle spese per la cancelleria e per il carburante delle auto di servizio che sono «a fondo perduto», le spese per le intercettazioni telefoniche e ambientali, così come quelle per le consulenze e le perizie, nonché quelle per la custodia dei beni in sequestro e molte altre, sono spese cosiddette «ripetibili» nel senso che sono a provvisorio carico dell’erario e si possono e si devono recuperare nei confronti degli imputati che vengono condannati. Se poi l’amministrazione dello Stato incontra difficoltà nell’opera di recupero di detti costi, tale aspetto di inefficienza non mi sembra possa essere assolutamente rimproverato alla magistratura, bensì agli apparati amministrativi preposti a tali adempimenti. Mi sia consentito inoltre sottolineare come la natura «ripetibile» delle spese per le intercettazioni determini addirittura un loro gonfiamento nel senso che le Procure sono obbligate a noleggiare gli apparati da ditte private a costi di mercato proprio per la necessità di imputare le spese ai singoli procedimenti. Infine, la possibilità di imporre un tetto legislativo o amministrativo a tali spese si scontrerebbe inevitabilmente con il principio costituzionale dell’obbligatorietà dell’azione penale. Concludo pertanto con la speranza che si abbandoni, almeno da parte di firme così autorevoli e su testate così prestigiose, la pratica di attaccare quei servitori dello Stato che non hanno altro scopo, almeno fino a prova contraria, che quello di applicare le regole che ci siamo democraticamente dati. Massimo Mannucci sostituto procuratore Livorno • Grazie per le sue precisazioni, molto utili. Ma le spese per le intercettazioni sono difficilmente recuperabili, concernono iniziative giudiziarie che si concludono spesso con un nulla di fatto e vengono pur sempre dal bilancio dello Stato. Aggiungo che il principio della obbligatorietà dell’azione penale è stato spesso invocato per motivare le scelte discrezionali del magistrato inquirente. Se l’azione penale fosse davvero obbligatoria, alcuni magistrati inquirenti non avrebbero tempo per le loro indagini favorite.