Varie, 28 aprile 2007
GIUDICE
GIUDICE Gaspare Canicattì (Agrigento) 4 marzo 1943, Palermo 28 aprile 2009. Politico. Nel 1996 « [...] dall’arresto lo salvò il voto del Parlamento [...] a conclusione del processo più lungo della storia di mafia e politica durato otto anni e dieci mesi [...] è stato assolto dai giudici della terza sezione del tribunale di Palermo presieduta da Angelo Monteleone. ”Uomo di Bernardo Provenzano”, lo aveva definito il pubblico ministero Gaetano Paci che per Giudice aveva chiesto la condanna a quindici anni (la più alta insieme a quella per Giulio Andreotti) per una serie di gravissimi reati: associazione mafiosa, estorsione, riciclaggio, bancarotta fraudolenta. Vent’anni di collusione con i boss mafiosi di Caccamo e Villabate che avrebbe prima aiutato da preposto di un’agenzia della Sicilcassa e poi da deputato, carica alla quale sarebbe stato eletto per ben due volte con i voti della mafia. Questa l’impalcatura accusatoria che è stata smantellata [...] dalla sentenza dei giudici che ha assolto cinque degli otto imputati condannando ad otto anni Nino Mandalà, capo della cosca di Villabate e padre di Nicola, l’uomo che accompagnò Bernardo Provenzano nel suo viaggio a Marsiglia, e due imprenditori accusati di collusione con Cosa nostra. Giudice, che è stato sempre presente alle udienze [...] Ha accolto l’assoluzione con un pianto liberatorio e l’ha dedicata a Gianfranco [...]: ”Lui ha sempre creduto nella mia innocenza. Oggi dopo otto anni di sofferenza posso finalmente dire che esiste un giudice a Berlino”» (Alessandra Ziniti, ”la Repubblica” 28/4/2007).