E.St., La Stampa 28/4/2007, 28 aprile 2007
LONDRA
L’imbarazzo è generale. Clarence House, la residenza dei principini, sostiene che «la decisione spetta ai militari». Tony Blair non vuole intromettersi e dice solo che «se uno dei suoi figli, tra qualche anno, glielo chiedesse, ne sarebbe compiaciuto».
Il Ministero della Difesa si barcamena definendo «la situazione del principe costantemente sotto controllo», mentre gli alti gradi militari si rifiutano di commentare e ricordano solo i rischi crescenti della missione iraqena, costata, solo nell’ultimo mese, ben undici vite alle Forze Armate di Sua Maestà.
Il giorno dopo le indiscrezioni circolate a proposito degli ultimi capricci del principe Harry, terzo in linea di successione al trono del Regno Unito dopo il padre Carlo e il fratello maggiore William, il corto circuito politico-mediatico-militare che ha investito la Casa Reale à ben lungi da un chiarimento. Nessuno è in grado di confermare se davvero Harry, che ha pur sempre il grado di sottotenente e avrebbe diritto al comando di una squadra di undici uomini, abbia posto un aut-aut («O in prima linea in Iraq, o non vado») che sarebbe sorprendente, dal momento che in tutti gli eserciti del mondo, i soldati vanno dove i loro superiori gli dicono di andare. Ma già solo le voci, impossibili da smentire, hanno creato un pasticcio difficile da districare: se infatti, puta caso, Harry dovesse partire per essere destinato a compiti più coperti (sul suo capo pende una minaccia di sequestro), si direbbe subito che è stato privilegiato in forza del suo alto lignaggio. E ancor peggio se il principino dovesse rinunciare, dopo essersi offerto platealmente come volontario.
In un clima piuttosto confuso, in cui le presunte affermazioni di Harry vengono messe in giro da certi suoi scombinati compagni di bisbocce notturne, la vicenda si trascina da quattro mesi e non può dirsi destituita di fondamento. Probabilmente invidioso dello zio Andrew, che diede buona prova di sé venticinque anni fa come ufficiale di marina nella missione per la riconquista delle Malvinas, ed ha di recente avuto un ritorno da protagonista in occasione delle celebrazioni dell’anniversario, Harry, a dicembre, annunciò che era in attesa di partire per l’Iraq.
Subito dopo, mentre tutti - Casa Reale, Governo, Forze armate - erano alle prese con il caso nato dalle sue dichiarazioni, il principino partì invece per una vacanza in Mozambico, insieme con la sua fidanzata ventunenne Chelsy Davy ed ospite del padre di lei Charles, un organizzatore di safari originario dello Zimbabwe piuttosto criticato per la sua amicizia con il dittatore Robert Mugabe.
Ma né allora né adesso ci fu qualcuno in grado di dire se l’annuncio di Harry, visto il suo ruolo pubblico, era stato concordato con chicchessia, o era stata, incautamente, voce dal sen fuggita: magari alla fine di una delle tante serate in cui a Harry, insieme con i suoi amici, capita di bere qualche pinta di birra di troppo. /
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