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 2007  aprile 25 Mercoledì calendario

FRANCESCO MANACORDA

MILANO
La finanza bresciana di nuovo spaccata a metà, la finanza ”rossa” pure. Il giorno dopo il brusco addio di Chicco Gnutti a Giovanni Bazoli, con l’annuncio delle nozze Fingruppo-Palladio Finanziaria al posto di quelle Hopa-Mittel, lo scossone fa traballare prima di tutto il titolo Mittel: la finanziaria presieduta dallo stesso Bazoli e che vede tra i suoi grandi azionisti Romain Zaleski lascia sul campo il 5,41% a 6,04 euro. ”La fusione Mittel-Hopa era osteggiata da troppe persone”, afferma proprio Zaleski. Il finanziere non si dice troppo stupito di quel che è accaduto: «Può darsi che siccome le trattative duravano da tanto tempo Fingruppo si sia stufata, forse era stanca dell’opposizione di Unipol all’operazione. Comunque di certo per no i questo è un capitolo chiuso». E la Mittel? «Di sicuro faremo altre cose», è la risposta.
Anche Bazoli non è certo entusiasta. Lunedì ha «preso atto» della scelta di Fingruppo e ieri, intervenuto all’assemblea di Alleanza Assicurazioni si è limitato a dire che «di questa vicenda per il momento non parlo». Ma certo per il professore bresciano che in pochi mesi ha messo a punto le fusioni Intesa-Sanpaolo e Banca Lombarda-Bpu, le spalle voltate dei concittadini Gnutti ed Ettore Lonati – i veri manovratori di Fingruppo - sono un gesto che avrebbe evitato volentieri.
Se il clima è teso tra le due anime della finanza bresciana, la tensione sembra ancora più alta tra Unipol e Mps, ossia i due capisaldi della cosiddetta finanza ”rossa”. A Siena, dove l’asse tra il numero uno della banca Giuseppe Mussari e Bazoli è andato rinforzandosi mese dopo mese, l’operazione era considerata fondamentale, fino a portare il Monte ad offrirsi di acquistare da Unipol il 7,1% della finanziaria che pareva essere l’ultimo ostacolo per la trattativa. Così ancora più beffarde devono essere sembrate ai senesi le parole pronunciate ieri dai vertici di Unipol.
Lungi dal bocciare l’operazione l’ad della compagnia bolognese Carlo Salvatori la promuove infatti a pieni voti: «Unipol non è stata spiazzata per niente. Io sono soddisfatto: Palladio è una società ben gestita, conosco gli amministratori che sono valenti professionisti. Per me va bene così, anche se il cda non si è ancora pronunciato». E mentre sfuma – probabilmente per sempre - la cessione della quota Unipol a Mps, il presidente della compagnia Pierluigi Stefanini spiega che «valuteremo se ci verranno avanzate proposte sulla base degli interessi che dobbiamo tutelare».
Il futuro di Fingruppo con i soci del Nord-Est di Palladio Finanziaria è ancora tutto da scrivere. Palladio, che oggi ha un patrimonio che vale circa 300 milioni starebbe pensando a un aumento di capitale che potrebbe essere di circa 100 milioni e che andrebbe ad aggiungersi all’ingente liquidità: in questo modo si raggiungerebbe una valutazione pari o leggermente superiore a quella di Fingruppo, a sua volta di poco meno di 500 milioni. La fusione dovrebbe farsi per settembre-ottobre, quando sarà scaduto anche il patto di sindacato Hopa. E la stessa Hopa, che non sarà più fusa con nessuno, vedrà cambiare sulla sua testa solo l’azionista di maggioranza, e si dedicherà con ogni probabilità al ”private equity”. Una delle stesse linee di svilupp o che, guarda caso, ha scelto anche Mittel.