Mario Gerevini, Corriere della Sera 25/4/2007, 25 aprile 2007
MILANO
Gilberto Benetton il 26 marzo intorno alle 9 di mattina è andato dal notaio Manavello di Treviso per fondare una nuova società. Come tradizione di famiglia vuole, il nome previsto è quello di «Schema» con il numero progressivo attaccato.
L’iter burocratico è durato più di tre ore: firme, controfirme, procure, Tessarin che viene spedito allo sportello Intesa Sanpaolo a versare i decimi di capitale e poi, finalmente alle 12.45, il dottor Saccardi, impiegato di Edizione Holding, può annunciare ufficialmente la nascita di «Schematrentasei».
Tanta precisione è necessaria perché altre notizie, da qui in poi, non ce ne sono. Solo ipotesi.
In effetti Schematrentasei è una scatola vuota. lì a Treviso in via Calmaggiore 23 (sede di Edizione Holding che la controlla al 100%) in attesa degli eventi. Ma in passato è sempre successo qualcosa che ha poi «riempito» le società «Schema» costituite in vista di qualche operazione.
Nel dicembre scorso, per esempio, la quota di controllo di Autogrill (57%) venne conferita alla Schematrentaquattro (sempre 100% Edizione) anche allo scopo di coinvolgere eventuali partner industriali di lungo periodo, si disse per spiegare le ragioni della nascita di una società «cuscinetto».
Schemaventotto è la più nota «scatola» Benetton perché è quella che ha la maggioranza assoluta di Autostrade. Schematrentacinque, invece, ha vissuto anonimamente e da pochi giorni è diventata un’immobiliare (Immobiliare S.M.).
Vedremo se la nascita di Schematrentasei preluderà a qualche operazione straordinaria nel portafoglio di Edizione Holding che, tra l’altro, ha da poco varato una scissione con la creazione di Sintonia nella quale sono confluite le partecipazioni in Autostrade, Olimpia, Grandi Stazioni e negli aeroporti. Non è escluso che possano venire accorpate le partecipazioni sparse nelle immobiliari o quelle finanziarie. O che, semplicemente, sia un veicolo per qualche acquisizione.
Del resto la struttura che ha assunto Schematrentasei è quella di una holding di partecipazioni. Ma l’oggetto sociale è talmente vario che potrebbe muoversi su tutti i fronti del business di gruppo: «assunzione (...) gestione di partecipazioni sia direttamente che indirettamente in altre società (...) sia italiane che straniere, qualunque ne sia lo scopo e l’oggetto sociale». Ma anche la costruzione, l’acquisto e la vendita di immobili.
Da Edizione Holding si limitano a dire che si tratta di una scatola vuota, di quelle che si costituiscono per averle già pronte in caso di bisogno.
Vuota è vuota, non c’è dubbio, ha appena 15 mila euro di capitale e il dottor Saccardi (che ne ha viste tante di «Schema») è un amministratore unico che ha ben poco da fare, per adesso.
Ma poi magari da un giorno all’altro gli capita, come Schematrentaquattro, che gli mettono dentro Autogrill e 100 milioni di euro di capitale. E allora si comincia a lavorare.