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 2007  aprile 25 Mercoledì calendario

Nuvoli Giovanni

• Alghero (Sassari) 15 dicembre 1953, Alghero (Sassari) 23 luglio 2007. Ex rappresentante di Commercio. Ex arbitro. Affetto da sclerosi laterale amiotrofica, utilizzando il sintetizzatore vocale espresse a lungo la sua volontà di morire addormentato e senza soffrire • «Un ultimo respiro, un poco più affannato e Giovanni Nuvoli ha smesso di vivere. Forse proprio come voleva, non pienamente cosciente, sedato, probabilmente senza dolore. Erano le 22,35, la moglie Maddalena si è portata le mani al viso e ha mormorato: ” finita. Soprattutto ha finito di soffrire. Si è lasciato morire, non c’è stato bisogno di nessuno che gli staccasse il respiratore”. Non ha voluto più mangiare né bere, da una settimana rifiutava cure e persino i farmaci salvavita: aveva la pressione alta, era tormentato dai crampi. morto proprio il giorno in cui la magistratura ha prosciolto Mario Riccio: aver aiutato a morire Piergiorgio Welby ”non costituisce reato”. [...] Nuvoli aveva cercato per mesi un medico ”amico”, desiderava una morte dolce. [...] rappresentante di commercio, ex arbitro di calcio e basket, era malato di Sla (sclerosi laterale amiotrofica) da 7 anni e da più di 4 era costretto immobile a letto. Rifiutava ogni cura, non mangiava da una decina di giorni, non beveva, nelle ultime settimane accettava soltanto farmaci antidolorifici. Un’agonia lunghissima. Mesi nel reparto rianimazione dell’ospedale di Sassari; le prime richieste: ”Vivere in questo stato è ormai inutile, le mie sono sofferenze senza speranza, non mi riconosco più in questo corpo, lo rifiuto”. Aveva anche scritto una lettera al presidente della Repubblica, invocando il rispetto della costituzione: ”Il malato che lo vuole può rifiutare di essere curato. Perché mi vogliono far continuare a vivere anche contro la mia volontà? Amo la vita – concludeva la lettera a Giorgio Napolitano – ma quando non è più vita bisogna accettare che finisca”. Nella sua casetta in campagna alla periferia di Alghero Giovanni Nuvoli era ritornato poco prima di Pasqua. ”Non voglio più stare in ospedale, voglio trascorrere i miei ultimi giorni a casa mia, fra gli amici. E prima di morire vorrei vedere per l’ultima volta il mare di Alghero”. Una stanzetta, crocefissi, madonne, immagini sacre, ritratti di padre Pio dappertutto. ”Giovanni è molto religioso, non ha nulla contro la Chiesa”. Ma le polemiche sul ”diritto alla vita”, sull’eutanasia – una parola che lui non ha mai voluto pronunciare – sono state per mesi roventi. ”Giovanni non chiedeva l’eutanasia – ha spiegato a Skytg24 Tommaso Ciacca, l’anestesista che assisteva l’ex arbitro – ma chiedeva per sé e per tanti altri malati di questo Paese la sospensione di una terapia che per lui provocava indicibili sofferenze. E lo faceva nella piena consapevolezza”. La sua battaglia, ha spiegato il medico, era perché venissero ”rispettate le sue volontà” è aveva capito che ”così come hanno affermato il giudice che ha prosciolto Mario Riccio e lo stesso presidente dell’ordine dei medici, la possibilità che ciò avvenisse erano concrete”. [...]» (Alberto Pinna, ”Corriere della Sera” 24/7/2007).