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 2007  aprile 25 Mercoledì calendario

FORNACIARI Irene

FORNACIARI Irene Pietrasanta (Lucca) 24 dicembre 1983. Cantante. Figlia di Adelmo (più noto come Zucchero). Tra le sue fonti di ispirazione Tina Turner, Aretha Franklin e Janis Joplin, nel 1998 duetta col padre in Karma, stai calma e firma, come coautrice con la sorella Alice, Puro Amore nel disco Bluesugar. Nel 2002 firma anche i testi delle canzoni cantate da Zucchero per la colonna sonora del cartoon Spirit - Cavallo selvaggio. Nel 2003 è stata tra i protagonisti del musical I Dieci Comandamenti. Nell’estate 2005 si è esibita al Free Music Festival. Nell’estate 2006 arriva nelle radio il suo primo singolo Mastichi aria. Nel 2007 esce il suo primo album Vertigini in fiore • «[...] “[...] ho passato la mia vita a masticare pane, rythm ’n’ blues e soul [...] Quando un’aspirante cantante ha la fortuna di avere uno come lui per casa mi sembra giusto che ne approfitti”. Nonostante la parentela autorevole e gli incoraggiamenti, il debutto discografico di Irene Fornaciari non è stato semplice [...] da piccola non amava la musica del babbo e preferiva Tina Turner, Aretha Franklin, Janis Joplin. Le sue qualità si rivelano al grande pubblico nel 2002 quando partecipa con Bocelli, Gloria, Britti e altri a un concerto tributo dedicato al padre col quale duetta in studio nel brano Karma, stai calma, dell’album Bluesugar. Nel 2003 supera un provino come co-protagonista del musical I 10 comandamenti dopo aver scritto assieme ad altri il brano Puro amore per il padre. “Vertigini in fiore — spiega — ha avuto una gestazione lunga col mio produttore Massimo Marcolini. Alla fine abbiamo scelto 11 canzoni”. Ma quanto è intervenuto papà Adelmo? “Molto, ma con discrezione. Ha dato i giusti consigli tecnici a livello di struttura, musica e arrangiamento. Il risultato migliore di questa collaborazione è, a mio avviso, il brano Un sole dentro, perché è molto difficile da interpretare, ha l’enfasi e la grinta del rock ma con un grosso gusto della melodia”. Brano che non piaceva a Baudo...“È probabile, infatti per questo Sanremo l’ha lanciata... dalla finestra scartandomi dal girone giovani”. Ma c’è qualcosa che rende molto riconoscibile Irene Fornaciari . “È la mia passione per le chitarre sporche e per i suoni vintage tipo Hammond che troviamo in Mastichi aria e Una carezza”. In cui ricorrono i paradossi verbali e fonetici cari al padre. Ma da dove nasce un titolo come Vertigine in fiore? “Vertigine — spiega Irene — è quello che io provo quando salgo su un palco e ‘in fiore’ in omaggio alla stagione che spero buona per me”. Fra gli autori a un certo punto salta fuori Bryan Adams con il brano Io non abito più qui, ricco di armonie intense e originali, insomma decisamente trascinante. “La canzone — chiarisce Irene — aveva come titolo originale Follow me e girava da tempo sotto forma di provino. Così ho chiesto a mio padre di provare a riscrivere il testo in italiano, cosa che ha fatto con l’aiuto di Niccolò Agliardi. Insomma, sì lo ammetto, ho fatto la spesa... nella dispensa di papà”. Non è facile essere Irene Fornaciari. Finiscono per chiamarla “Zucchera”, ma a lei non importa: “[...] Con lo zucchero e i dolci ho un rapporto intenso come documenta la mia stazza robusta. Ma non arrivo all’eccesso di affermare che il cioccolato sia meglio del sesso”. Essere “Zucchera” complica e facilita la vita? “Non lo so. A livello privato mi ha aiutato, a livello pubblico no. La gente ha molti pregiudizi e il mio divertimento principale ora è cercare di smontarli”» (Mario Luzzatto Fegiz, “Corriere della Sera” 25/4/2007).